Vandali in azione, distrutta la targa in memoria dell'ispettore Filippo Raciti

Entrati in azione nella notte di Pasqua a Montefiore per danneggiare la stele intitolata all'agente che perse la vita negli scontri allo stadio tra i tifosi di Catania e Palermo

Un gesto inqualificabile quello compiuto nella notte di Pasqua a Montefiore dove, alcuni vandali, hanno distrutto la stele che ricorda l'ispettore della polizia di Stato Filippo Raciti, che perse la vita durante gli scontri tra i fifosi del Palermo e del Catania nel febbraio del 2007. Gli autori hanno frantumato la targa, che si trova presso l’Arena della Rocca, con un martello per poi tracciare la sigla ACAB (acronimo di All Cops Are Bastards in italiano: tutti i poliziotti sono bastardi). Un gesto che ha scosso l'amministrazione comunale del paesino nella Valconca e il sindaco, Vallì Cipriani, ha sottolineato come Montefiore "subisce in silenzio minacce anonime contro la mia persona, atti di vandalismo contro il mio operato, rabbia inaudita, insulti ed atteggiamenti di prepotenza difficilmente classificabile. Da tempo per molti non sono più un avversario politico ma un vero nemico da abbattere, sono quella che non cede ai compromessi, quella che difende i cittadini, quella che considera le persone tutte uguali, tutti con gli stessi diritti e doveri, senza privilegi per nessuno".

"La targa in ricordo di Filippo Raciti - prosegue il primo cittadino - è già la seconda volta che viene presa di mira. Un gesto che offende la memoria di un eroe e tutti noi. Quando si arriva a non avere rispetto neppure dei morti, vuol dire che non esistono più né principi né valori, sta ad indicare che la dignità umana è stata calpestata dall’ignoranza e dal vandalismo peggiore. Questi sono i veri nemici della democrazia, i veri delinquenti, l’anti-polizia che si nasconde dietro la sigla ACAB. Ancora una volta con coraggio rimbocchiamoci le maniche in nome della giustizia, della verità, della legalità e della libertà di poter onorare la memoria dei nostri  eroi. Non si dimentichi mai il sacrificio di Filippo Raciti, vittima del dovere contro la violenza negli stadi, medaglia d’oro al valor Civile, nonostante fosse stato ferito gravemente, è rimasto al suo posto fino alla morte a garanzia e tutela della sicurezza di tutti”.

“Un atto che non va assolutamente sottovalutato - dichiara il Segretario Provinciale del SAP, Tiziano Scarpellini - che avviene per la seconda volta dall’inaugurazione del 2016. Un atto figlio di un clima di odio e di profonda ignoranza. Episodi che il SAP ha denunciato più volte, come quello avvenuto a Torino dove un insegnante ha augurato la morte ai poliziotti durante una manifestazione oppure quelli che su facebook gioivano della morte dei due colleghi, in un incidente a Ravenna ed altri episodi che fanno breccia in queste “menti deboli”. Siamo vicini e ci stringiamo a Marina Grasso Raciti e a Fabiana. Ci auguriamo una forte presa di posizione da parte delle autorità politiche perché un episodio come questo è di una gravità inaudita”. Il SAP ricorda la prossima edizione del “Cammino della Memoria, della Verità e della Giustizia” che partirà il 6 maggio da Piazza San Pietro e si concluderà il 19 maggio a Monte Sant’Angelo, presso il Santuario di San Michele Arcangelo, Santo Patrono della Polizia di Stato. In questo ambito il 16 maggio, proprio a Montefiore Conca, all’Arena Filippo Raciti farà tappa la “staffetta in bicicletta” che da Udine arriverà a Monte Sant’Angelo e darà, a chi vorrà partecipare, l’opportunità di ricordare il sacrificio di questo “eroe moderno” che, sebbene ferito gravemente, quel maledetto 2 febbraio, ha voluto continuare il proprio turno di servizio per non abbandonare i propri colleghi.

monumento filippo raciti vandali 2-2

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