Cronaca

Variante dell'Adriatica, la protesta degli agricoltori: "Una colata di asfalto su campi verdi e rigogliosi"

Il tracciato previsto si configura come ecomostro. Svincoli e piloni seppelliranno campi, alberi e case", afferma un gruppo di agricoltori riminesi contrari alla variante della statale

"Sono circa 20 anni che se ne parla, si tratta di un’opera che, si dice, solleverà Rimini dal transito del traffico pesante, in realtà si dovrebbe contemporaneamente e onestamente dire che il tracciato previsto è, almeno per quanto riguarda il primo stralcio che va da Igea Marina alla via Marecchiese, una colata di asfalto su campi verdi e rigogliosi i cui frutti finiscono sulle nostre tavole. Si tratta di sacrificare chilometri e chilometri di campagna riminese, e meritevole di attenzione, e di cancellare quel poco che resta dell’area verde a vocazione agricola di alto pregio della nostra città". Questo è quanto afferma un gruppo di agricoltori dell’area Rimini Nord che si schiera apertamente contro il progetto della variante alla strada statale 16 Adriatica.

"Se si costruiscono strade di questa portata il traffico non diminuisce, verosimilmente aumenta e la qualità dell’aria peggiora - aggiunge il gruppo di agricoltori riminesi - Se davvero si vuole diminuire l’impatto ambientale  e migliorare la qualità di vita di tutti si devono operare scelte in ben altra direzione come quelle che prevedono l’implementazione del trasporto su rotaia e solo gli ultimi km di trasporto su gomma con mezzi leggeri".

Insomma, secondo il gruppo di protesta Rimini si sarebbe dimenticata della sua vocazione green a discapito delle aree verdi che circondano il capoluogo. "La zona nord di Rimini è divenuta  refugium peccatorum: alla terza corsia autostradale, all’elettrodotto, al depuratore, al metanodotto, al traffico pesante dei mezzi che già l’attraversano (Santa Giustina  attende da anni una bretella) si somma  anche il prossimo avvento della variante alla ss16. Il tracciato previsto si configura come ecomostro. Svincoli imponenti, piloni, sopraelevate e tonnellate di asfalto seppelliranno campi, alberi e, non da ultimo case, sia nella zona nord che nella zona sud dove diverse abitazioni devono essere abbattute per fare spazio a 25 metri di carreggiate".

Il gruppo di agricoltori prosegue nell'analisi del percorso previsto dai progetti della variante. "Prima di raccordarsi al tracciato autostradale la variante prevista impatta brutalmente su  un’area verde che va da Igea a Variano per poi raccordarsi e correre parallelamente all’autostrada stessa tagliando di fatto a metà un territorio a vocazione agricola speciale (così definito nel vecchio piano regolatore). Anche la via Orsoleto sarà interessata da questo passaggio, la stessa via che oggi si presenta sdrucciolevole  danneggiata ed estremamente pericolosa, qui l’asfalto lo si è usato poco e solo per chiudere buche grandi come voragini mentre ora ci si appresta a seppellire frutteti e orticolture di pregio"

"Ben presto in quest’area i cittadini, pardon, i contadini (i cittadini di serie c) di asfalto ne vedranno parecchio - continua il gruppo di protesta - saranno sommersi da catrame e polveri, quelle sottili degli scarichi dei camion e dell’usura delle gomme, non la polvere dei campi su cui stanno chini dall’alba al tramonto! Non bastava la puzza dell’autostrada e del depuratore adesso dovranno subire anche quella del traffico della variante. Va bene, serve alla città!".

Una soluzione valida, tuttavia, ci sarebbe secondo gli agricoltori riminesi: "Uno dei tracciati ipotizzati dai tecnici che hanno messo mano alle varie opzioni e non si capisce per quale motivo scartato. Forse costava troppo poco ampliare la via Tolemaide? È già a 4 corsie in direzione mare perché non fare lo stesso in direzione monte? - si chiedono - Piuttosto che tracciare un percorso totalmente nuovo e sottrarre terra agli agricoltori non sarebbe opportuno potenziare strade già esistenti? Non è forse questa una scelta più green? Oppure dobbiamo pensare che il green vale solo per il parco del mare e per i proclami dove tanto si parla di una Rimini come Friburgo?".

Gli oppositori della variante riprendono poi le parole pronunciate dal sindaco Gnassi nel 2011: "'Una delle nostre priorità è stata quella di passare dallo sviluppo quantitativo allo sviluppo qualitativo'. Benissimo! Rivendichiamo questa qualità che è prima di tutto qualità di vita per tutti i riminesi, quelli che vivono  e lavorano in centro e quelli che vivono e lavorano in campagna".
 
"Vogliamo che le politiche adottate da questo comune, da questa provincia, da questa regione e da tutto il paese siano davvero ecosostenibili e green. Vogliamo davvero una città verde e con una buona qualità di vita per tutti anche per chi vive nelle zone rurali, zone che decennio dopo decennio sono state via via erose, depauperate e brutalizzate, vogliamo alberi non traffico, vogliamo posare gli occhi sulla bellezza non sullo scempio del territorio  siamo eredi di questa terra e dobbiamo difenderla dal declino. La cosa riguarda tutti - conclude il gruppo di agricoltori del Riminese - soprattutto le generazioni future. Basta cementificare senza senno, valorizziamo, recuperiamo e potenziamo l’esistente".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Variante dell'Adriatica, la protesta degli agricoltori: "Una colata di asfalto su campi verdi e rigogliosi"

RiminiToday è in caricamento