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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Cattolica

"Una vita contro la mafia", la preziosa testimonianza del giornalista d'inchiesta Giovanni Tizian

Il padre di Giovanni Tizian, un funzionario di banca che non si è piegato al malaffare mafioso, viene ucciso a colpi di lupara la notte del 23 ottobre 1989 a Locri

Il Centro Culturale Polivalente di Cattolica ha ospitato venerdì pomeriggio (2 dicembre) l'incontro con il giornalista d'inchiesta Giovanni Tizian. Quest'ultimo ha dialogato con Alessandro Bondi, docente di Diritto Penale all’Università di Urbino. In apertura i saluti e l'introduzione all'appuntamento della Sindaca Franca Foronchi, dell’Assessora alla legalità, Claudia Gabellini, dell'Assesore alla legalità del Comune di Rimini, Francesco Bragagni. Presenti i rappresentanti dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata, il coordinatore Ivan Cecchini, le Forze dell'Ordine, con il il Comandante della Tenenza di Cattolica, Vincenzo Sirico.

Giovanni Tizian, scrive per "L'Espresso" e ha collaborato con "La Repubblica". Suo padre Peppe, un funzionario di banca che non si è piegato al malaffare mafioso, viene ucciso a colpi di lupara la notte del 23 ottobre 1989 a Locri, Un delitto rimasto impunito sui cui Giovanni ha in seguito indagato. Da allora la famiglia Tizian ha lasciato la Calabria per trasferirsi in Emilia. Laureato in criminologia presso l'Università di Bologna, ha iniziato pubblicando su "La Gazzetta di Modena" le sue prime inchieste, con cui nel 2012 ha vinto il Premio per i giornalisti di provincia "Enzo Biagi".

"Avevo 28 anni e vivere sotto scorta mi ha sconvolto – racconta Giovanni Tizian – mi occupavo da tempo di mafie al nord ma per quanto si possa essere consapevoli dei rischi alla fine non ci si pensa mai davvero. È stato un cambio di vita radicale, un periodo cupo... Ho sempre diffidato di chi dice che non bisogna aver paura. La considero invece un aiuto e un allarme che mi permette di stare attento".

Con il suo ultimo libro, "Il Silenzio", Tizian ripercorre con durezza tutti questi anni, la mafia che sparisce dal discorso pubblico, identificata ormai solo con le sue manifestazioni più violente, mentre nel frattempo sono pubblicamente taciute le commistioni politiche, quelle interne ai partiti, alle istituzioni, agli affari sui grandi appalti. Una responsabilità che il giornalista attribuisce a chi "pratica l'antimafia due volte l'anno, il 23 maggio e il 19 luglio".

L'incontro con Tizian rientrava tra le iniziative collaterali alla mostra "Una vita contro la mafia", inaugurata lo scorso 10 ottobre e che rimarrà visibile al pubblico sino al prossimo 5 dicembre 2022, secondo gli orari di apertura del Centro Culturale Polivalente (lunedì: 14-19; da martedì a sabato: 9-19). L’esposizione è realizzata dall’Istituto Superiore Einaudi-Molari di Rimini in collaborazione con l’Osservatorio sulla criminalità organizzata della Provincia di Rimini ed il Comune di Cattolica.

"La mostra si compone di 26 totem, per un totale di 104 manifesti, che raccontano ai visitatori le storie di chi attivamente ha lottato contro le mafie, magistrati, poliziotti, imprenditori, ma anche chi, suo malgrado, si è trovato coinvolto in vicende che non li riguardavano, vittime innocenti come bambini, donne, civili che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

I manifesti, ispirati alla sensibilità di Noma Bar - artista e grafico dal tratto evocativo - rappresentano le vittime con un tratto sintetico e distintivo. L’attenzione dei ragazzi si è dunque focalizzata su vittime diverse per gruppo sociale, mestiere ed età. Un progetto nato dai ragazzi del corso di grafica dell’istituto Einaudi-Molari di Rimini che, dal 2018, stanno lavorando ad un percorso.

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