Cronaca

XXXIII Congresso Nazionale Forense, a Rimini atteso il Ministro Orlando

Dal 6 all’8 ottobre al Palacongressi, i vertici dell'Avvocatura e il presidente del Coa di Rimini apriranno con le loro relazioni i lavori

Presentazione il XXXIII Congresso Nazionale Forense dal titolo “Giustizia senza processo? La funzione dell’Avvocatura”, che quest’anno si terrà al Palacongressi di Rimini dal 6 all’8 ottobre. All'incontro hanno partecipato: Mirella Casiello, presidente dell'Organismo Unitario dell’Avvocatura (Oua), Giovanna Ollà, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Rimini, Andrea Missoni, segretario dell'Ordine degli Avvocati di Rimini, e Patrizia Graziani, Giunta Oua. I vertici dell'Avvocatura - Cnf, Oua e Cassa Forense - e il presidente del Coa di Rimini apriranno con le loro relazioni i lavori del Congresso giovedì alle 11.45, dopo i saluti delle autorità. I temi del Congresso verteranno sul ruolo dell’Avvocato nelle nuove misure extragiudiziali, la modernizzazione e gli interventi legislativi sul processo civile e penale, la difesa di ufficio, le questioni relative alla previdenza e all'assistenza ma anche quelle legate alla rappresentanza dell’Avvocatura. Sono inoltre stati letti i messaggi inviati dai presidenti di Cnf, Andrea Mascherin, e Cassa forense, Nunzio Luciano.

“In questo Congresso - ha spiegato Giovanna Ollà, presidente Coa di Rimini - si torna a parlare di rappresentanza dell’Avvocatura, un tema che ha scatenato un dibattito culturale molto vivace e che risponde alla volontà di rinnovare il volto della rappresentanza politica della categoria. Altro tema fondamentale sarà quello del ruolo dell’avvocato fuori dal processo, come sancito dalla riforma legislativa del processo civile del 2014. Dobbiamo cominciare a investire in questo nuovo ruolo, un riconoscimento reale alla funzione sociale dell’Avvocatura. La “Giustizia senza processo”, richiamando il titolo dell’Assise, è una sfida importante per garantire una risposta di giustizia efficace e celere all'interno di un sistema di tutela dei diritti alternativo al processo. Parleremo anche del rapporto tra media e processo, ricordando come spesso il giudizio venga espresso prima del processo e rischi di diventare definitivo a prescindere dagli esiti del processo stesso, non permettendo di riabilitare chi è finito sotto gli occhi dei riflettori solo perché indagato. Perché se la “Giustizia senza processo” è un valore aggiunto in ambito di giurisdizione civile, quando parliamo di penale non può esistere giustizia senza processo”.

“Per la prima volta - ha aggiunto Andrea Mussoni, segretario Coa di Rimini - il Congresso Nazionale si terrà presso una circoscrizione di Tribunale anziché un distretto della Corte d'Appello. La candidatura di Rimini è stata presentata allo scorso Congresso di Venezia, spendendo le note caratteristiche della città in termini di ottimo connubio qualità-prezzo. L'obiettivo che si prefiggeva il Consiglio dell'Ordine di Rimini era quello di favorire la partecipazione all'assise congressuale in particolare dei giovani avvocati. Questo obiettivo sembra essere pienamente riuscito se guardiamo ai numeri congressuali relativi alle iscrizioni, che sono andati oltre ogni previsione. Contiamo di arrivare a toccare quota 2500 iscritti. Per altro abbiamo riscontrato un numero considerevole di avvocatiunder 40: 128 come delegati, quindi con potestà di voto rispetto alle mozioni congressuali, e 150 congressisti”.

"Il tema del Congresso, le misure alternative al processo civile, è tema fondamentale - ha spiegato Andrea Mascherin, presidente CNF - in quanto il pieno funzionamento di tali istituti risulta essere il miglior strumento di deflazione delle cause. Assolutamente centrale per garantire qualità a queste misure è il ruolo dell’avvocato, che più di ogni altro può offrire quell’apporto di tecnicità e conoscenza giuridica in grado di determinare la corretta ed equilibrata tutela dei contrapposti interessi. Su tale fronte è straordinario l’impegno degli Ordini sul territorio, mirato a diffondere la cultura e a fornire sostegno organizzativo laddove necessario. In questa maniera, peraltro, si favorisce l'efficienza dello stesso processo e quindi si tutela il diritto del cittadino a potersi rivolgere quando necessario ad un giudice. Tutto ciò, però, deve essere correttamente valutato dal legislatore, che dovrà sforzarsi di accompagnare questi istituti verso il miglior sviluppo, ma non dovrà contestualmente disseminare il processo civile di tagliole procedurali, né dovrà sviluppare forme di filtro lesive del diritto di difesa, ed ancor di più dovrà ovviare ad una realtà che oggi vede il processo pericolosamente vicino ad un processo di censo. Importantissimo anche il tema del processo penale divenuto oggetto di pericolosa spettacolarizzazione mediatica, che verrà trattato nella tavola rotonda dell'8 mattina. Il condizionamento mediatico e la banalizzazione del processo penale rischiano di creare gravi danni agli equilibri essenziali e necessari della giurisdizione. Sono peraltro convinto che da Rimini l’avvocatura lancerà un segnale di grande compattezza e senso di responsabilità sociale".

"Le adr (sistema alternativo di risoluzione delle controversie) - ha aggiunto Mirella Casiello, presidente OUA - trovano terreno fertile solo con una giustizia efficiente e che funziona. Gli avvocati possono e devono dare il loro contributo, come avvenuto per il PCT (processo civile telematico), ma se non ricomincia a funzionare la macchina della giustizia, con risorse e personale adeguato, alcuni cittadini e alcune imprese continueranno a rivolgersi alla giurisdizione ordinaria. A proposito del tema della rappresentanza, ci tengo a dire che il Congresso è sovrano, in queste ore gli avvocati decidono come votare il futuro assetto della loro governance. L'appello che rivolgo a tutti è che qualsiasi sia il risultato, tutti vi si conformino. Dal giorno dopo si dovrà tracciare un percorso comune che finalmente veda la categoria procedere unita verso obiettivi comuni di tutela dei diritti delle persone fisiche e giuridiche".

"L'avvocatura - ha concluso - Nunzio Luciano, presidente Cassa Forense - è alle prese con significativi processi di trasformazione che Cassa Forense sta interpretando al meglio per dare risposte concrete, innovative e tempestive ai problemi che quotidianamente vivono i quasi 240 mila iscritti. Risposte concrete perché gli effetti della crisi economica del 2008 stanno producendo conseguenze ancora negative, anche in ragione della pluralità dei modelli professionali di riferimento (singoli professionisti, studi associati, attività giudiziale, attività extragiudiziale, etc.) e della difficoltà di muoversi in un mercato sempre più globalizzato. Risposte innovative perché Cassa Forense non si sta limitando solo ad esercitare l'indispensabile ruolo di Ente erogatore di pensioni ai propri iscritti, ma ha elaborato e sta elaborando misure di assistenza passiva e attiva. Sono quattro le aree di intervento: professione, situazione di bisogno, salute e famiglia (lungo l'intero arco dell'esistenza umana). Risposte tempestive perché abbiamo modificato oltre che il merito dei nostri interventi anche il metodo. Cassa Forense è altresì consapevole della necessità di fare i conti con nuove forme di attività produttive (dalla knowledge economy alla sharing economy) e per questo sta facendo investimenti anche in economia reale, nella consapevolezza di incrementare il protagonismo sociale delle libere professioni. Previdenza, welfare integrato, investimenti nell'economia reale sono dunque i tre pilastri della nostra azione nell'interesse di una professione che, pur cambiando, resta un importante presidio democratico, e di un Paese che ha bisogno anche del nostro sostegno per crescere".

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