''I Maestri e il Tempo'': quinta edizione del ciclo su storia dell’arte e cultura

Scrive Cristina Campo (di cui si parlerà il 22 maggio con Margherita Pieracci Harwell, curatrice delle opere della Campo per Adelphi): “Non conosco poesia universale senza una precisa radice: una fedeltà, un ritorno”.

Le grandi correnti formali e stilistiche, linguistiche e simboliche del passato antico e recente. Quelle “Vie” che ancora oggi sono capaci di risvegliare la “memoria dell’eterno”, l’uscita dal tempo feriale, verso quello circolare e divino del rito e della metafora. Sono loro le protagoniste della quinta edizione del ciclo su storia dell’arte e cultura “I Maestri e il Tempo”, che con appuntamenti settimanali si svolgerà dal 27 febbraio al 22 maggio a Palazzo Buonadrata, in Corso di Augusto 62 a Rimini.

La rassegna “I Maestri e il Tempo” è a cura dello storico dell’arte Alessandro Giovanardi ed è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini con il patrocinio dell’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli” di Rimini. Il titolo di questa edizione “Memoria dell’Antico, Memoria dell’Eterno” lega gli argomenti di nove convegni animati da 11 studiosi durante i quali un particolare interesse sarà rivolto alla storia artistica di Rimini e dell’Emilia-Romagna, a quel radicamento che è segno non di provincialismo ma di apertura al respiro della grande cultura universale.

Scrive Cristina Campo (di cui si parlerà il 22 maggio con Margherita Pieracci Harwell, curatrice delle opere della Campo per Adelphi): “Non conosco poesia universale senza una precisa radice: una fedeltà, un ritorno”. La “memoria dell’eterno” sarà destata attraverso l’opera dei Maestri bizantini e di Pietro da Rimini, di Giovan Francesco riminese e Benedetto Coda, di Matteo de’ Pasti e Giorgio Vasari, di Paolo Veronese e Cristina Campo.

Venerdì, dalle ore 17,30, sarà lo stesso Alessandro Giovanardi, insieme a Massimo Pulini, storico e critico d’arte (Accademia di Belle Arti Bologna), a inaugurare la serie presentando al pubblico la tavola cinquecentesca ‘Compianto sul Cristo’ di Benedetto Coda, opera appena entrata nella collezione d’arte della Fondazione. Il dipinto sarà, infatti, al centro del convegno dal titolo “Lo splendore delle lacrime. Sensi e metafore della Pietà in Benedetto Coda”. Il 6 marzo, Alessandro Volpe, storico dell’arte (Università di Bologna), presenterà il suo progetto monografico sul maestro trecentesco Pietro da Rimini nel convegno “Immagini di Pietro da Rimini. “Montaggio” di un pittore del Trecento”.

Il 13 marzo, Carlo Falciani, storico dell’arte (Accademia di Belle Arti Firenze), curatore della recente mostra fiorentina su Pontormo e Rosso, svelerà i segreti del manierismo toscano e mostrerà le pitture perdute di Giorgio Vasari nell’incontro su “Pontormo e Bronzino tra pittura e scultura e un omaggio a Giorgio Vasari “riminese”.

Il 27 marzo, John Lindsay Opie, il celebre orientalista anglo-americano e conoscitore dei più riposti significati dell’iconografia bizantina e medioevale adriatica, rivelerà l’antologia dei suoi scritti sull’arte indiana e cristiano-ortodossa, con uno sguardo alla Rimini del Trecento. Sarà introdotto dalla raffinata poetessa e saggista Rosita Copioli durante l’appuntamento “L’artificio dell’eternità: nel mondo delle icone, dall’India a Bisanzio”.

Il 10 aprile, Giovanni Carlo Federico Villa, storico dell’arte (Università di Bergamo), curatore delle mostre alle Scuderie del Quirinale, illustrerà il capolavoro di Paolo Veronese presente nella Chiesa di San Giuliano a Rimini, in occasione dell’incontro su “La magnifica illusione. Suggestioni per Paolo Veronese a Rimini”.

Il 17 aprile, Valerio Mosso, storico dell’arte (Soprintendenza di Torino), interverrà per “Raccontare Giovan Francesco da Rimini, pittore sacro tra Gotico e Rinascimento”. L’8 maggio, Giovanni Gardini, storico dell’arte e dell’archeologia cristiana (ISSR di Rimini e Forlì), ripercorrerà le forme estetiche e simboliche della Romagna bizantina attraverso la figura di Sant’Apollinare nel convegno “Il cielo d’oro di Sant’Apollinare. Immagini e simboli della Romagna bizantina”.

Il 15 maggio, Pier Giorgio Pasini, storico dell’arte, rifletterà sul ruolo di “Matteo de’ Pasti “soprintendente alle belle arti” di Sigismondo Pandolfo Malatesta”. Il 22 maggio, Margherita Pieracci Harwell, storica della letteratura (Università di Chicago), chiuderà il ciclo con la figura di Cristina Campo nel convegno “Radici e destino della bellezza. Cristina Campo tra l’Emilia-Romagna e Firenze”.

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