AiRiminum "inadempiente", Pruccoli: "Valutare la revoca della concessione"

Il consigliere regionale del Pd in un’interrogazione che prende le mosse dalla totale mancanza di riscontro delle promesse del gestore

La Regione faccia luce sulle risorse investite da Airiminum spa nell’aeroporto di Rimini e valuti l’apertura di un tavolo di confronto con il ministero dei Trasporti e delle infrastrutture e l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) per chiedere conto al gestore dello scalo riminese delle strategie di sviluppo dell’aeroporto e ottenere le risposte sul futuro dell’infrastruttura, anche in termini occupazionali, che il territorio pretende. Lo chiede Giorgio Pruccoli (Pd) in un’interrogazione che prende le mosse dalla totale mancanza di riscontro delle promesse del gestore e dei conseguenti obblighi derivanti dalla convenzione, che si accompagna alla progressiva perdita, all’interno del sedime aeroportuale, di servizi e attività interne in favore dell’utenza, la quale oggi – denuncia il consigliere – “non gode di alcun tipo di confort e lo standard dei servizi offerti non è certamente all’altezza di un aeroporto internazionale inserito nel ristretto elenco degli aeroporti di interesse nazionale”. Nel dettagliato elenco delle inadempienze di Airiminum riportate nell’atto ispettivo, spicca la scelta del gestore di non rinnovare alcuno dei contratti di occupazione di spazi interni all’aeroporto alle attività di servizio di terra, dopo, peraltro, aver applicato onerosissimi canoni".

Questo, accusa l’esponente Dem, senza il minimo scrupolo riguardo ai riflessi negativi sull’occupazione. A tal proposito, Pruccoli chiede alla Giunta regionale “quale tipologia di contratti di lavoro sia stata coinvolta, quanti siano i contratti a tempo indeterminato e quanti a tempo determinato e se, in occasione dei periodi (giornalieri o settimanali) di particolare attività dello scalo, vi sia il ricorso a contratti di tipo occasionale”. Infine, il consigliere domanda all’esecutivo regionale “se a oggi si possano configurare gli estremi di una revoca della concessione prevista dalla convenzione e, in caso affermativo e di recidiva del gestore, se si intenda proporre ai Ministeri di riferimento la revoca della concessione in favore di altro soggetto da identificare secondo i criteri stabiliti dalla legge e dal Codice della navigazione”. 

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