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Crisi della pesca, Arlotti: "Ripristinare una tolleranza del 10% sul prodotto"

E' la richiesta che il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti pone con un'interrogazione al neo ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina

Per aiutare i pescatori a superare la crisi occorre ripristinare una tolleranza del 10% sulla taglia del prodotto pescato, consentendo loro di evitare pesanti sanzioni visto che una quota di piccoli pesci e molluschi vengono in ogni caso raccolti anche con le reti con maglie a norma di legge. E' la richiesta che il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti pone con un'interrogazione al neo ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina.

"Il settore della pesca rappresenta una comparto importante dell'economia - esordisce Arlotti -, ma i dati su base decennale attestano il peggioramento di tutte le principali variabili macroeconomiche di settore: –40% le catture, –38% l'occupazione, –31% la redditività di impresa, +240% i costi di produzione, +53% il deficit della bilancia commerciale. La filiera ittica, parte integrante dell'economia nazionale, necessita di nuove e mirate politiche di governo e di programmazione economica".

Ogni anno il Ministro delle politiche agricole dispone il blocco temporaneo dell'attività della pesca per periodi legati alle esigenze biologiche di riproduzione e crescita delle specie marine, mentre i regolamenti europei recepiti dall'Italia sottopongono a criteri più rigorosi gli attrezzi da pesca per evitare il prelievo eccessivo di individui sottotaglia, ricorda il deputato. "In conseguenza di tali disposizioni, nel Compartimento marittimo di Rimini su tre anni di attività la pesca delle vongole è stata esercitata complessivamente per sette mesi, mettendo in seria difficoltà i lavoratori del comparto ittico e le loro famiglie. E nonostante il preciso rispetto da parte dei pescatori delle disposizioni che prescrivono maglie più larghe per impedire la pesca di piccoli molluschi, o la minore distanza di 0,3 per le draghe usate per la pesca di bivalvi, resta pur sempre una quota "fisiologica" di pesce e molluschi sottomisura che vengono ugualmente pescati, e che mette quotidianamente gli operatori a rischio di pesanti sanzioni di carattere anche penale".

Arlotti chiede dunque al ministro di intervenire con l'introduzione di una precisa normativa che consenta ai pescatori di evitare sanzioni per il piccolo pescato che in ogni caso viene portato in superficie anche con le reti con maglie di misura disposta dalle recenti normative, e di ripristinare in particolare una tolleranza del 10% sul prodotto pescato, qualunque esso sia, in deroga alla taglia minima prevista dai regolamenti.

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