Fossati (Cisl): "Manovra da migliorare ma sciopero non è strumento giusto"

"Una manovra di Ferragosto di un peso straordinario ma che può e deve essere migliorata". Questo è il senso del pensiero di Massimo Fossati, segretario della Cisl, che giudica però negativo lo sciopero della Cgil

"Una manovra di Ferragosto di un peso straordinario ma che può e deve essere migliorata". Questo è il senso del pensiero di Massimo Fossati, segretario provinciale della Cisl di Rimini, che giudica però negativa la scelta della Cgil di convocare lo sciopero generale per il 6 settembre.
 
La manovra, accusa Fossati, "non ha previsto interventi economici per il rilancio della produzione. Cosa che permetterebbe invece la ripresa del PIL, maggiori entrate fiscali e incremento dei consumi, con tutte le conseguenze positive che ne deriverebbero".



"Inoltre - aggiunge -, la manovra devia l’attenzione da mancate azioni riformatrici che avrebbero permesso risultati strutturali permanenti come: riforma fiscale, riforma istituzionale, riforma federale".



"Gli interventi fiscali rimangono poco credibili se prima non si ha la sicurezza che le tasse vengano pagate da tutti e in maniera proporzionale - fa notare il segretario -. Fin tanto che il totale delle entrate fiscali è rappresentato, per il 90%, da lavoro dipendente e da pensioni, intervenire sui redditi superiori ai 90.000 euro significa ancora una volta andare a frugare nelle tasche di lavoratori e pensionati, se pur con stipendi o pensioni di tutto rispetto". 
 



"Ridurre a Comuni, Province e Regioni le entrate da parte dello Stato significa penalizzare non tanto le pubbliche amministrazioni ma i cittadini che più utilizzano i servizi sociali - sottolinea Fossati -, come le mense scolastiche, i trasporti pubblici, le scuole. Anche nella provincia di Rimini stiamo assistendo alle prime conseguenze dovute ai tagli che si ripercuotono sull’aumento del prezzo del biglietto dell’autobus e su ipotizzate riduzioni delle corse. Non vi è sindaco, tanto più se di un piccolo Comune, che non esprima con forza un malessere per le conseguenze che inevitabilmente ricadranno sui cittadini della propria comunità, quando saranno costretti a pagare gli aumenti, che rischiano di essere trasferiti sui costi dei servizi pubblici e quindi sulle famiglie che pagano le tasse (tutte e alla fonte) mentre nel territorio continua il malcostume della evasione fiscale e contributiva". 
 


"Ancora una volta paghiamo un mancato intervento riformatore - accusa Fossati -, che impone ora di dover tagliare le risorse alle Amministrazioni che hanno amministrato in modo virtuoso. Con il paradosso che coloro che finora hanno speso tanto e male se si ravvedessero potrebbero avere, anche con i tagli, la possibilità di amministrare con risorse adeguate. Viceversa chi finora ha virtuosamente risparmiato non ha più margini per recuperare risorse. 
In questo modo si è anche affossata l’ipotesi di federalismo, alla quale si dava l’onere di essere la panacea di tutti i mali". 
 


"Gli interventi strutturali sono atti necessari e coraggiosi - sostiene - che porteranno risultati alla spesa pubblica. Bisogna adesso andare avanti, eliminare le Province, tutte.  Accorpare i servizi dei piccoli Comuni distinguendo l’amministrazione comunale dai servizi resi ai cittadini. Un conto è il sindaco, la giunta, i consiglieri. Un altro sono i servizi. Questi possono essere fatti da strutture esterne al Comune con razionalizzazioni delle spese e con maggiore efficienza. Si abbia il coraggio anche a Rimini di avviare una vera fase di sussidiarietà e di efficienza". 

"Oggi ci troviamo in una crisi molto profonda - ricorda il segretario -. Si può risalire, ma serve una forte discontinuità, coraggio e al tempo stesso una grandissima unità come ha ricordato il Presidente Napolitano nei giorni scorsi. Per questo risulta davvero incomprensibile lo sciopero indetto dalla sola Cgil nella giornata del 6 settembre, per cambiare una manovra che è ogni giorno in divenire e i cui contenuti finali reali saranno chiari nei prossimi giorni con l’avvio della discussione in Parlamento".

 
"Uno sciopero che non sposterà di una virgola le questioni oggi sul tappeto - è l'opinione dell'esponente della Cisl - e che riguardano l’assetto complessivo e la necessità di riforme strutturali a cui l’Europa ci ha richiamato. Da parte nostra, come Cisl, continueremo nei prossimi giorni a realizzare davanti al Senato, ma anche nella nostra città, momenti di informazione e di protesta per modificare e migliorare questa manovra".
 

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