Gestione dei rifiuti nel decreto “Sblocca Italia", Arlotti (Pd): "Prioritari rifiuti urbani"

"Insieme ai colleghi del Pd dell'Emilia-Romagna ho chiesto al Governo, ed ho presentato per questo un apposito emendamento, di stralciare l'articolo 35 del DL Sblocca-Italia che tratta il tema della gestione dei rifiuti e del conseguimento di obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio degli stessi"

“Insieme ai colleghi del Pd dell'Emilia-Romagna ho chiesto al Governo, ed ho presentato per questo un apposito emendamento, di stralciare l'articolo 35 del DL Sblocca-Italia che tratta il tema della gestione dei rifiuti e del conseguimento di obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio degli stessi. Questa scelta era coerente perché una problematica così delicata e complessa andava trattata all'interno del progetto di legge ambientale collegato alla Legge di Stabilità del 2014, che è già stato approvato dopo un lungo lavoro con una larghissima maggioranza nella Commissione Ambiente della Camera e che presto dovrà essere votato dall'Aula, perché in modo più organico affronta anche le problematiche del ciclo dei rifiuti e del rispetto ambientale”, spiega il parlamentare riminese Tiziano Arlotti.

“Il Governo si è opposto e con  i colleghi e la relatrice collega Braga, e con il confronto continuo con Anci e Regioni, siamo perciò intervenuti con importanti modifiche migliorando il testo governativo a maggiore tutela di territori virtuosi come il nostro e la nostra Regione. L'art 35, così modificato, stabilisce che l'individuazione degli impianti che faranno parte della rete nazionale dovrà avvenire  con finalità di "...progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale". - continua - Inoltre si stabilisce il trattamento prioritario dei rifiuti urbani prodotti nel territorio regionale, fino al soddisfacimento del relativo fabbisogno, e solo per l’eventuale disponibilità residua autorizzata, l'eventuale trattamento di rifiuti urbani prodotti da altre regioni. A tale scopo è previsto, diversamente dal testo governativo, che la compatibilità ambientale sia verificata soprattutto relativamente alla qualità dell'aria”.

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“Nel caso in cui vengano smaltiti rifiuti in una regione provenienti dal territorio di altre regioni, il gestore dovrà versare un contributo per ogni tonnellata  in un apposito fondo regionale destinato alla prevenzione della produzione dei rifiuti, all'incentivazione della raccolta differenziata, a interventi di bonifica ambientale e al contenimento delle tariffe di gestione dei rifiuti urbani. Ciò comporta in pratica una penalizzazione fiscale che ricade su territori non virtuosi e riconosce invece la virtuosità di coloro che correttamente stanno procedendo rispetto agli obiettivi di raccolta differenziata e riciclo. Infine entro 180 giorni il Ministro dell'Ambiente dovrà, con proprio decreto, individuare il fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni per favorire il recupero di tali rifiuti nel proprio territorio e la produzione di compost di qualità”, chiude Arlotti.
 

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