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Una protesta dei residenti di ina Casa (foto d'archivio)

Una protesta dei residenti di ina Casa (foto d'archivio)

Guerra alle antenne, Emilia Romagna Coraggiosa: "Va messo mano al regolamento comunale"

Erbetta (Rinascita Civica): "Non è possibile autorizzare antenne vicino a luoghi sensibili. Abbiamo dimostrato con i residenti di viserba che è possibile trovare posti alternativi"

Emilia Romagna Coraggiosa di Rimini alla luce di eisodi che si ripetono, ultimo quello all’Ina Casa, chiede che venga rimesso mano al regolamento comunale sulle antenne della telefonia mobile. "Se è vero come è vero che tutta la cittadinanza ha a sua disposizione e usa le tecnologie più avanzate in termini di connettività in una società sempre più proiettata nel digitale, non si può far finta che le amministrazioni non siano rimaste immobili rispetto alla tutela della salute e delle condizioni degli stessi cittadini a questo riguardo".

Prosegue Coraggiosa: "Quanto sta accadendo negli ultimi tempi, in particolare per quel che riguarda l’insediamento delle antenne per gli impianti di telefonia, sta facendo emergere l’arretratezza dei regolamenti comunali, che, se non aggiornati, lasciano spazio ad insediamenti che possiamo definire “fuori luogo”, con i gestori della telefonia che piazzano antenne a ridosso di punti sensibili o nel pieno di quartieri con alta intensità di popolazione. Chiaramente queste dinamiche lasciano sbigottiti i cittadini che si ritrovano, senza esserne prima informati, troppo spesso davanti al fatto compiuto. Occorre quindi mettere mano ai regolamenti comunali, poiché attraverso quelli si possono evitare situazioni come quelle che si stanno verificando negli ultimi tempi nei quartieri della nostra città; solo così le compagnie gestrici possono essere messe davanti all’impossibilità di fare ciò che vogliono. Le amministrazioni ne hanno la possibilità ma devono aggiornare i regolamenti e togliersi da un immobilismo che altrimenti le rende succubi passivamente".

Sul tema antenne interviene anche Mario Erbetta di Rinascita Civica che evidenzia la necessità di un regolamento per la evitare la prolificazione delle antenne telefoniche. "E' una mia vecchia battaglia e ogni giorno sempre più attuale. L'amministrazione comunale dietro  le ragioni preminenti dell'importanza nazionale delle telecomunicazioni autorizza di tutto e di più alle aziende telefoniche. La scusa principale e che gli enti preposti Arpae e Ausl Romagna se danno l'autorizzazione il Comune, se non ci sono vincoli particolare sulla zona scelta, deve dare l'autorizzazione".

Prosegue Erbetta: "Questa impostazione è parzialmente vera, perché si il Comune deve dare l'autorizzazione in questi casi ma può, anzi deve, fare una mappatura delle antenne esistenti e prevedere tramite un piano i luoghi dove poterne installarne altre. Nel mio programma elettorale ho inserito proprio la necessità urgente di un regolamento che partendo da un censimento delle antenne preveda le zone dove eventualmente fare nuove installazioni, lontane da centri abitati e in particolare da luoghi sensibili. Non è possibile autorizzare antenne all'Ina casa, come a Miramare nelle vicinanze di scuole e luoghi sensibili. Abbiamo dimostrato grazie ai battaglieri abitanti di Viserba che è possibile trovare posti alternativi e ancora di più se li prevediamo prima non lasciado spazio eccessivo alle aziende telefoniche e a privati senza scrupoli. Questa e' la strada che seguirò se diventerò Sindaco".

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