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Insieme per Coriano, i consiglieri sul Bilancio di previsione: "Neanche interpellati"

I consiglieri di minoranza intervengono e pongono domande sul caro mensa e le tasse locali

I consiglieri di opposizione di Coriano "Insieme per Coriano" intervengono sul bilancio di previsione. "Abbiamo chiesto di poter visionare il verbale dell’incontro avvenuto tra il sindaco Spinelli, il vicesindaco Ugolini e i Sindacati, per discutere il bilancio di previsione, che include le scelte economiche che il Comune prevede nel triennio 2021-2023, incontro di cui non ci è stata data preventiva comunicazione nemmeno nella sede prevista, ossia in Commissione Consiliare", affermano i consiglieri di minoranza Cristian Paolucci, Roberta Talacci, Enrica Innocentini e Alessandro Leonardi.

"Abbiamo provveduto – proseguono - a sottomettere la consueta richiesta di accesso agli atti che, a causa della mancanza di trasparenza della Giunta, è ormai l’unico modo che abbiamo per verificare, con documenti ufficiali, le scelte economico-politiche per la città. Confermando la superficialità della maggioranza e lo sprezzo verso ogni forma di chiarezza, solo lunedì, apprendiamo da una nota del Comune, che non è stato redatto nessun verbale, nonostante fossero presenti i massimi dirigenti dell’Istituzione e si sia trattato di un incontro strategico per la nostra Comunità, dato anche il drammatico momento storico. Il nostro obiettivo è capire meglio il ruolo dei Sindacati sulle importanti questioni trattate".

Incalzano i consiglieri: "Innanzitutto, quali sigle hanno partecipato? Cgil Cisl e Uil erano presenti? Quali sono le posizioni dei vari interlocutori su questioni molto importanti come il caro mensa? Niente da dire sul pagamento di 7 euro a pasto per bambino, ovvero uno dei costi più alti rispetto alla provincia di Rimini? Niente da dire – concludono – sull’obbligo imposto ad almeno uno dei due genitori, da questa Amministrazione, di iscriversi al registro dei volontari e prestare attività di volontariato per ricevere l’esenzione? Niente da eccepire sull’ossimoro dell’obbligatorietà di essere volontario? L’imposizione dell’Amministrazione è una forma volgarissima di do ut des che, non solo non ha nulla a che fare con la nobile libera scelta del volontariato, ma che è ancora più becera perché piega le persone ad accettare delle condizioni per ricevere quanto gli sarebbe dovuto, soprattutto in una situazione difficile come quella quotidiana. Niente da dire sul perdurare dell’aumento dell’addizionale comunale Irpef, ovvero le tasse locali prelevate direttamente sul reddito, a ciascun cittadino, dal Comune? Attendiamo risposte".

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