Lavoro, Pizzolante (Nuovo Centro Destra): "Il Ddl dimissioni in bianco non risolve il problema"

Sergio Pizzolante, vice capogruppo Nuovo Centrodestra alla Camera e capogruppo in Commissione Lavoro, interviene in merito alla questione delle dimissioni in bianco

“Le reazioni di Titti di Salvo, che di solito rispetto e stimo, questa volta sono del tutto fuori luogo. Il Nuovo Centrodestra combatte una battaglia alla luce del sole contro un provvedimento che non risolve la pratica odiosa delle dimissioni in bianco, che vanno combattute con mezzi più seri. Nello stesso tempo, il ddl introduce una serie di attività burocratiche formalistiche che comportano più spesa pubblica e maggiori oneri per lo Stato, come ha affermato la Ragioneria Generale, e un surplus di burocrazia a carico degli uffici pubblici, dei lavoratori e delle imprese”. È quanto dichiara Sergio Pizzolante, vice capogruppo Nuovo Centrodestra alla Camera e capogruppo in Commissione Lavoro, in merito alla questione delle dimissioni in bianco.

“Il Presidente di Confindustria Squinzi e il Presidente di Rete Imprese Italia – continua il capogruppo – hanno inviato al Governo e alle Commissioni Lavoro di Camera e Senato una lettera durissima di critica di un provvedimento che ispirato da una vecchia cultura anti impresa e che va in netta controtendenza al pacchetto Renzi sul lavoro che tende, come si sa, a semplificare e sburocratizzare”.

“Io - evidenzia Pizzolante - non discuto il diritto di Sel di far arrivare in aula il provvedimento. Denuncio, però, la sottomissione culturale del gruppo del Pd in Commissione Lavoro e del Presidente Damiano nei confronti di Sel. Ancora non si è capito che la strada indicata dal nuovo Governo sulla normativa del lavoro è assolutamente incompatibile con il pasticcio della burocratizzazione delle dimissioni, che prevedono l’espletarsi di attività formalistiche inutili".

"Tali attività vanno dalla predisposizione di una modulistica che deve essere presente in tutti gli uffici pubblici con numeri alfanumerici, che cambiano ogni 15 giorni, a un eccesso di documenti, a un carico di lavoro enorme per la Pubblica Amministrazione e a nuovi organici. Il problema – conclude Pizzolante –si risolve con un’attività di controllo ex post da parte degli ispettorati. Bisogna, inoltre, tener presente che, nel caso in cui il lavoratore dovesse subire una pratica così atroce e odiosa, può sempre rivolgersi al giudice che, con una perizia calligrafica, è in grado in pochissimo tempo di verificare la veridicità delle dimissioni”.

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