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Aggressione a sfondo razzista, le reazioni del mondo politico e istituzionale

Dura condanna da parte di tutti i fronti per il tentato omicidio avvenuto a Marina Centro nella serata di mercoledì

"Il tentato omicidio razziale - è stato il commento di Emma Petitti, assessore regionale dell'Emilia Romanga del Pd - è una macchia di disonore per la nostra Rimini, una città che ha fatto dell’accoglienza e dell’apertura la propria bandiera. La nostra condanna è ferma ed assoluta. Non ci possono essere giustificazioni o attenuanti. Siamo tutti chiamati a reagire di fronte a un episodio di inaudita ferocia. Un richiedente asilo, che finalmente era arrivato in un luogo di speranza, rischia di morire a causa di un odio cieco. Noi tutti dobbiamo reagire. A partire da quella politica che ha fatto della violenza dei toni il proprio stile. Quella di ieri è stata l’ennesima dimostrazione che c’è sempre qualcuno pronto ad armare le parole d’odio. Il confronto può anche essere serrato e acceso ma non può, e non deve, sfociare nella violenza. Accolgo con favore la valutazione del questore di Rimini, Maurizio Improta, di rilasciare al giovane nigeriano un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Io gli auguro una pronta guarigione. A lui va l’abbraccio della Rimini vera, quella dell'accoglienza e non dell’odio". 

"Dalla devastante nebbia nera del terrorismo calata sul Tamigi alla fosca aggressione da parte di un giovane riminese nei confronti di un giovane nigeriano - ha commentato Alberto Vanni Lazzari, segretario del Pd di Rimini. - La linea che unisce la brutalità di azioni apparentemente sconnesse è la fomentazione continua della cultura di un odio totale verso ogni differenza, sia religiosa che etnica, sia geografica che di pensiero. Da questa crisi di valori e dall’implosione della tenuta sociale si esce solo in un modo, assumendosi le proprie responsabilità, a livello politico, istituzionale, personale, guardando dentro noi stessi senza più alibi. La posta in gioco è diventata la tenuta intera della nostra civiltà, nella sua accezione più ampia. La storia insegna e gli errori aberranti non si devono ripetere. Chi semina odio produce violenza. Condannando senza mezzi termini questo ultimo gesto di violenza e intolleranza ed esprimendo tutta la nostra solidarietà al giovane ricoverato in terapia intensiva, ci appelliamo a una mobilitazione generale verso l’unica battaglia possibile, quella per la pace e l’accoglienza, quella per l’inclusione e un futuro che abbiamo il dovere di costruire adesso. Fuori dagli slogan, con azioni quotidiane e di governo che mettono in pratica i valori dell'ospitalità e dell’accoglienza".

===> Segue

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