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Campo nomadi, Pasini (Lista Futura): "L'integrazione è una scelta obbligata"

Il consigliere comunale: "Questo iter procedurale è tracciato dall'Unione Europea dopo anni di studi e approfondimenti"

"A Rimini c’è un problema irrisolto da decenni che il consiglio comunale è obbligato a risolvere. Si tratta di una chiamata che non ammette deroghe, è un vero e proprio obbligo ad adempiere. La legge Regionale del 2015, che coinvolge tutti i comuni dell'Emilia-Romagna, nasce su promozione di una normativa europea (Strategia europea per l’integrazione) e impegna tutte le amministrazioni a procedere con lo smantellamento dei campi nomadi. Queste direttive sono state varate perché l’approccio precedente (l’erogazione continua di fondi pubblici) non è riuscita nell’integrazione dei rom e sinti". Ad affermarlo è il consigliere comunale Luca Pasini (Lista Futura), che torna sullo spinoso problema dello smantellamento del campo nomadi di via Islanda e la realizzazione, voluta dal Comune di Rimini, di una serie di micro aree sparse nei quartieri della città. Una soluzione, quest'ultima, che sta trovando la forte opposizione dei residenti.

"Nel caso di Rimini, bisogna fare due precisazioni - spiega Pasini. - La prima cosa da sottolineare riguarda le persone che sono interessate alla normativa. Sono sinti ormai stanziali da decenni nel comune di Rimini, ottenendo la residenza a Rimini oltre che la cittadinanza italiana. Sono presenti bambini e ragazzi che sono nati e cresciuti dentro il campo e che vanno a scuola con i nostri figli e fratelli. La seconda cosa da sottolineare è forse anche più grave. Il cosiddetto campo nomadi di Rimini (campo di via Islanda) non è mai stato in regola perché precedentemente non si è mai adempiuto agli obblighi di legge. Il campo nomadi di via Islanda è sempre stato un parcheggio abitato abusivamente e da decenni tutti “tollerano” che venga utilizzato in modo improprio come un’area di sosta di popolazioni nomadi. La situazione di fatto ha generato l’intollerabile. Il caos ha agevolato sia comportamenti inaccettabili, sia fenomeni di marginalità sociale. Alla fine il contesto ha anche prodotto delle comprensibili proteste anche da parte di chi abita e di chi lavora nei pressi di quest’area".

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