Scuola San Leo, Sensoli (M5s): “la regione ascolti le preoccupazioni dei genitori”

La consigliera regionale ha presentato una interrogazione sul caso dell’istituto in cui per il prossimo anno sarebbe possibile la formazione di una sola pluriclasse in tutta la scuola

“La Regione raccolga l’appello dei genitori di San Leo e faccia di tutto per garantire il giusto livello qualitativo della didattica”. È questa la richiesta di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Politiche Sociali, contenuta in una interrogazione riguardo al caso della scuola primaria di San Leo, il plesso che fa parte dell’istituto “Battelli” in Valmarecchia, dove i genitori dei bambini avevano espresso forte preoccupazione per l’avvio del prossimo anno scolastico e in particolare per la composizione delle nuove classi. “A causa dei nuovi criteri introdotti dalla scellerata riforma della Buona Scuola, per l’anno scolastico 2016/2017 i parametri per la costituzione delle cosiddette pluriclasse, ovvero classi formate da bambini di età diverse, sono cambiati, portando a 18 il tetto massimo e ad 8 quello minimo – spiega Raffaella Sensoli – Nel comune di San Leo le iscrizioni per il prossimo saranno 16, consentendo così la creazione di una sola classe, anzi, di una sola pluriclasse, particolare che preoccupa e non poco i genitori dei bambini che avevano segnalato pubblicamente le proprie perplessità con l’evidenza di seri rischi di profonda dequalificazione della didattica. Visto, tra l’altro, che il confronto con la dirigente scolastica locale pare non abbia sortito gli effetti sperati, chiediamo alla Regione e all’assessore Bianchi di intervenire”.

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Nella sua interrogazione la consigliera regionale del M5S, infatti, chiede alla Giunta come intende affrontare le questioni proposte dalle famiglie dei bambini iscritti alla primaria di San Leo (visto che nei giorni scorsi le stesse famiglie avevano inviato una lettera all’assessore Bianchi per esporre il caso) e quali misure siano praticabili per assicurare la presenza di adeguati livelli di qualità educativa nelle pluriclasse nei paesi montani, magari anche attraverso l’utilizzo dei fondi strutturali europei. “Quello di San Leo purtroppo non è un caso isolato ma riguarda molti dei piccoli centri del nostro Appennino – conclude Raffaella Sensoli – Per questo crediamo che sia necessario da parte della Regione un intervento. Quando si parla di istruzione e dell’educazione dei nostri bambini non ci si può solo limitare a rispettare numeri e cifre. Serve un confronto ragionato che tenga conto delle esigenze e delle preoccupazioni di tutti”. 

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