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Senologia Santarcangelo, Montevecchi: "Sindaci hanno voltato le spalle ai cittadini"

Il consigliere di Fratelli d'Italia si scaglia contro Alice Parma, Gnassi e gli altri primi cittadini

“Sono rimasto profondamente amareggiato dall’esito scaturito dalla Conferenza dei Sindaci sulla riorganizzazione ospedaliera. Speravo con tutto il cuore che i Sindaci Alice Parma e Andrea Gnassi potessero cambiare idea e abbandonare le posizioni masochiste contro il proprio territorio e la propria eccellenza (ovvero la nostra Senologia), espresse nei rispettivi consigli comunali. Ma così non è stato, loro assieme alla stragrande maggioranza di tanti altri Sindaci che voglio chiamare assolutamente in causa, se ne sono fregati e approvando la nuova bozza, hanno deciso di svendere a Forlì l’autonomia e quindi il futuro della nostra Senologia.” Esordisce così il giovane consigliere comunale d’opposizione eletto in FdI Matteo Montevecchi e continua affermando: “Solo Bellaria ha votato contro. Anche Coriano lo avrebbe fatto ma il Sindaco non ha potuto presenziare e la delega conferita a Bellaria non è stata accettata. Come è possibile che solamente due Comuni riescano a capire le ragioni del Punto Rosa, mentre proprio i sindaci di Santarcangelo e Rimini girano tranquillamente le spalle a tutti i propri cittadini e alle 37'000 firme raccolte negli ultimi mesi dal Punto Rosa? È una vergogna. Nella bozza iniziale si diceva che la nostra Chirurgia Senologica sarebbe diventata una “articolazione” di Forlì e ci siamo subito battuti contro tutto ciò anche in Consiglio comunale a Santarcangelo presentando l’ODG formulato dalle associazioni, bocciato dal Sindaco Parma e dalla maggioranza PD. Ora nella nuova bozza viene detto che diventeremo una “dotazione” di Forlì. Non è cambiato nulla. Con quale coraggio il Sindaco Gnassi e il Sindaco Parma racconteranno ai propri cittadini di aver votato a favore di questa bozza masochista? Con quale coraggio guarderanno negli occhi le donne del Punto Rosa?”.

Poi Montevecchi aggiunge: “Secondo il progetto “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera” redatte dall’AUSL Romagna e appoggiate di fatto da tutti quei sindaci, Gnassi e Parma compresi, che hanno votato a favore in conferenza dei sindaci, Forlì annetterebbe il reparto dell’ospedale clementino sotto la guida di un unico nuovo Primario e questa centralizzazione della chirurgia oncologica a Forlì porterà alla perdita di autonomia per Santarcangelo e con ogni probabilità  all’indebolimento, al depotenziamento,  allo smembramento e alla smobilitazione della Senologia di Santarcangelo. Per questo motivo chiesi espressamente in Consiglio Comunale, come richiesto dalle associazioni, di far rimanere la Chirurgia Senologica di Santarcangelo all'interno del Reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale Infermi di Rimini lasciando invariati gli equilibri dentro la Breast Unit e nel Territorio. Perché non voglio che la nostra Chirurgia Senologica dipenda dal Primario unico di Forlì che avrebbe potere di vita e di morte sui posti letto, sui professionisti e sulle attrezzature. È proprio questo il pericolo a cui stiamo andando incontro.”

Ed infine Montevecchi conclude: “Voglio ricordare per l’ennesima volta che la Chirurgia Senologica di Rimini-Santarcangelo, rispetto alla Chirurgia Senologica di Forlì ha il maggior numero di pazienti operate (dati regionali 1° semestre 2016: 197 contro 167), la minor lista di attesa secondo i dati regionali, in quanto a Santarcangelo l’87% delle pazienti viene operato entro 30 giorni, contro il 19% di Forlì, la qualità certificata da EUSOMA (Ente Certificatore indicato dalla Comunità Europea per verificarne la qualità), la Chirurgia plastica all’avanguardia in grado di ricostruire la mammella con la tecnica del Lipofilling, la migliore tecnologia in quanto il reparto di senologia di Santarcangelo è dotato della Radioterapia Intraoperatoria, presente in sole 4 città della regione Emilia Romagna (Santarcangelo-Bologna-Ferrara-Reggio Emilia), è un Teaching Centre, in conseguenza del fatto che l’equipe dei chirurghi ha scoperto una nuova metodica per isolare il linfonodo sentinella nei tumori della mammella mediante un colorante biologico, il Verde Indocianina, (al posto di un tracciante radioattivo), iniettato sottocute durante l’intervento e tale metodica è stata validata dal Ministero della salute oltre a consentire notevoli risparmi (in due anni la Ausl ha risparmiato 500'000 euro) e a migliorare la qualità di vita delle pazienti. Come si può accettare in questo modo che la nostra eccellenza perda la sua autonomia e vada sotto la direzione di un reparto (Forlì) che ha una qualità inferiore? È totalmente assurdo e fuori da ogni logica. I sindaci Parma e Gnassi  ora dovranno rispondere di questo, i cittadini se lo ricorderanno. E io non smetterò mai di raccontarlo: hanno svenduto la Senologia, sono complici di questa operazione".

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