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Videolottery e ludopatie, Gnassi: "Comuni coprono latitanza dello Stato"

“Non abbiamo nessuna intenzione di rimanere inerti davanti alla diffusione sempre più preoccupante delle slot machine nei pubblici esercizi e delle sale giochi destinate ai giochi VLT". E' quanto ha affermato il sindaco

“Non abbiamo nessuna intenzione di rimanere inerti davanti alla diffusione sempre più preoccupante delle slot machine nei pubblici esercizi e delle sale giochi destinate ai giochi VLT (Video Lottery Terminal)". E' quanto ha affermato il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, aprendo il confronto in Giunta. "E ciò non tanto per un rigurgito moralista, quanto per gli effetti sulla diffusione delle ludopatie, una vera e propria dipendenza dal gioco d’azzardo che più di ogni altro coinvolge le fasce sociali più deboli della popolazione, come confermano tutti i dati, sia nazionali che locali, in nostro possesso - ha aggiunto il primo cittadino -. Un fenomeno che si è acutizzato con la crisi economica negli ultimi anni e che si porta dietro drammi personali e famigliari.”

Un fenomeno rilevato con preoccupazione dalla stessa Corte dei Conti che nel suo rapporto 2011 evidenzia come “il consumo dei giochi interessi prevalentemente le fasce sociali più deboli”. Un allarme che i dati sulle ludopatie dell’Ausl confermano anche sul territorio riminese. 208 sono stati gli utenti presi in carico dall’apertura del servizio al 5 settembre scorso, in netta maggioranza (il 54,8%) per dipendenza da “videogiochi tipo bar o sale gioco”, ma seguiti col 22,9% per dipendenza da “lotto, superenalotto, lotterie, ecc…”.

Di fronte alla gravità del fenomeno, la Giunta comunale ha quindi deciso di dar mandato agli Uffici per definire gli strumenti più idonei al contrasto del fenomeno nell’ambito tra quelli che l’ordinamento mette loro a disposizione come le ordinanze e i regolamenti, anche facendo tesoro delle diverse esperienze finora messe in campo da altre amministrazioni locali.

“Ancora una volta – ha proseguito il Sindaco Gnassi – siamo costretti come Comuni a supplire alla latitanza di uno Stato che di fronte ai problemi dei suoi cittadini si fa di nebbia, non solo con la carenza di vincoli legislativi all’apertura di sale e all’esercizio di apparecchi per il gioco ma, cinicamente, lucrandoci sopra. Occorre che la consapevolezza sulla pericolosità di questo fenomeno sia alzata da parte di tutti: dello Stato – magari con l’introduzione di misure simili a quelle adottate col tabacco - ma anche degli organismi preposti al controllo della pubblicità, della società civile e degli organi d’informazione".

Continua Gnassi: "Non abbiamo nessuna intenzione di restare con le mani in mano. Lo abbiamo fatto col fenomeno della prostituzione, lo faremo con tutti gli strumenti che – seppur limitati - come Comune abbiamo a disposizione per contrastare la diffusione di questo fenomeno. Per questo motivo abbiamo dato disposizione alla Polizia municipale di intensificare i controlli specialmente per il rispetto, introdotto solo il 1° gennaio scorso, sull’obbligo d’esporre nei locali dove sono in esercizio le slot machine e nelle sale giochi manifesti sui rischi delle ludopatie e sui servizi cui gli utenti possono rivolgersi per trovare consigli e aiuti. Ma seguiremo con molta attenzione, ed ugual determinazione, l’apertura di nuovi locali destinati al gioco.”

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