Martedì, 28 Settembre 2021
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Salta il Rimini Summer Pride, gli organizzatori: "Nessun divieto, scelta di responsabilità"

Marco Tonti (Arcigay): "Scelta sofferta. Purtroppo le condizioni troppo restrittive imposte agli eventi non ce lo permettono e si aggiunge una criticità organizzativa con il Green pass"

Fino all'ultimo gli organizzatori di Rimini Summer Pride hanno cercato di capire se ci fossero le condizioni per poter organizzare in sicurezza il tradizionale evento, in versione rivisitata e ridotta, ma la possibilità concreta è sfumata vista la situazione pandemica e a seguito delle ultime normative anticovid. A Rimini quindi non si terrà l’appuntamento a sostegno dei diritti LGBT inizialmente previsto per il 7 agosto, come era stato preannunciato sui social. Salta così la parata, che sarebbe comunque stata differente, come deciso in anticipo. Sulla pagina facebook del Pride i promotori spiegano che "non farlo anche quest’anno è una scelta molto sofferta. Purtroppo le condizioni troppo restrittive imposte a tutti gli eventi non ce lo permettono e al momento non è possibile realizzarlo in altra modalità". Scusandosi con tutti coloro che si sono già organizzati per partecipare, l'appuntamento viene quindi rimandato al 2022.

Il presidente di Arcigay Rimini e organizzatore del Pride Marco Tonti spiega che è una decisione autonoma del Pride Rimini aver annullato la manifestazione: "Abbiamo ritenuto a livello di responsabilità personale che non fosse opportuno e non ci fossero le condizioni adeguate. Difficile poter organizzare una parata in sicurezza e per questo avevamo pensato a una passeggiata contingentata sul lungomare e poi a un momento finale con un confronto. Dopo averci riflettuto a lungo abbiamo però tutti convenuto che la gestione sarebbe stata critica. Anche un dibattito conclusivo sarebbe stato complicato perché tutti insieme avremmo creato assembramento. Anche allestendo un palco con delle sedute si rischiava comunque di richiamare troppo pubblico che poi poteva accalcarsi, insomma i punti a sfavore e i dubbi erano troppi".

Gli organizzatori avrebbero dovuto transennare l'area del palco, distanziare le sedie e controllare gli accessi per il numero massimo consentito. "In tempi non covid partecipano circa 10mila persone a Rimini, lo scorso anno è stato impossibile e quest'anno direi che la situazione non lo permette ancora".

Tonti evidenzia che anche il Pride che si è tenuto a Bologna ha dimostrato la grande affluenza all'evento: "C'è grande voglia di partecipare, a Bologna sono stati 30mila a sfilare". E poi c'è anche la questione Green pass che entra in vigore il 6 agosto, "noi l'evento lo avremmo organizzato il 7 e il Green pass diventava un elemento che si sarebbe aggiunto alle difficoltà organizzative per la gestione e alle misure anticovid da far rispettare, noi facciamo tutto con le nostre forze. E' anche per questo aspetto che abbiamo ritenuto che aumentassero troppo le difficoltà, oltre al momento complicato da tutti i punti di vista, a partire dall'aumento dei casi covid".

La protesta dei nostalgici filo fascisti

E proprio il Pride di Bologna aveva scatenato le ire dei nostalgici filo fascisti a Predappio a cui la questura di Forlì ha vietato la tradizione sfilata per la commemorazione della nascita di Mussolini per motivi di sicurezza nell'ambito pandemico, permettendo solo un momento statico davanti al cimitero di San Cassiano e senza saluto romano. I filo fascisti avevano così tirato in ballo anche l'evento che ci sarebbe stato a Rimini il 7 agosto e presentato come corteo, ma Tonti ribadisce che ad oggi non è arrivato alcun divieto ufficiale da parte di nessuno alla manifestazione in forma di passeggiata, come stava per essere organizzata. "Ripeto che la decisione di annullarla è stata nostra, magari sarebbe arrivato il divieto giorni prima, questo non lo so, ma al momento la realtà è così". E sull'intervento che arriva dai filo fascisti del forlivese nessuna risposta al riguardo, ma solo un "no comment".

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