A San Patrignano iniziati i WeFree Days con studenti da tutto il mondo

Ad aprire la giornata il saluto e il messaggio del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "Preoccupa la normalizzazione dell'uso di droghe"

Dieci ragazzi provenienti da diverse nazioni lanciano altrettanti palloni arancioni con su rappresentato il globo terreste. A raccogliere i palloni gli studenti coinvolti nelle due giornate dei WeFree days. A simboleggiare l’impegno che i giovani assumono nel costruire un mondo migliore, così come richiama la scritta riportata su ogni pallone: “Il mondo che vorrei, dipende da noi”. Contemporaneamente un grande globo di oltre due metri è stato scoperto dai rappresentanti delle istituzioni e dello spettacolo invitati, per testimoniare l’impegno e la presa di responsabilità anche da parte degli adulti per consegnare un mondo pulito alle future generazioni. È stata questa l’action realizzata oggi a San Patrignano per stimolare l’impegno sociale e civile dei ragazzi, protagonisti delle due giornate interamente dedicate alla prevenzione organizzate all’interno della Comunità.  A parteciparvi studenti provenienti dalle scuole del territorio e di tutta Italia, da Bologna a Trento, da Barletta a Gubbio fino Teramo. Per un totale di oltre 2.200 ragazzi suddivisi tra i due giorni.

Una giornata ricca di incontri ed emozioni, aperta dal messaggio inviato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che non ha potuto partecipare all’evento. Ricordando i pericoli legati alle sostanze stupefacenti, il Ministro ha sottolineato come «le Istituzioni preposte, Ministero della Salute in testa, devono produrre un grande sforzo per sensibilizzare e informare ragazzi, genitori e docenti sui rischi connessi all’uso di droghe e sui fattori che ne favoriscono il consumo. Noi chiediamo che queste campagne grazie ai loro contenuti e all’etica superiore che le ispira possano salvare molte vite umane. In tal contesto, l’aspetto che ci preoccupa di più è rappresentato dalla “normalizzazione sociale” del fenomeno». «È necessario – conclude il Ministro - che l’attenzione su questi aspetti sia sempre viva proprio perché gli effetti sono spesso sottovalutati e questo vale in particolare nelle scuole e in tutti quei luoghi che rappresentano un punto di incontro e di socializzazione dei ragazzi». 

Sempre oggi è stato assegnato per la prima volta il Premio WeFree, volto a riconoscere l’impegno personale di un giovane nel diffondere valori positivi. A ricevere il premio è stato Alessandro Gallo, attore, scrittore e regista teatrale che dopo il DAMS di Bologna ha creato dei laboratori di teatro per le scuole medie e superiori con l’obiettivo di portare tra i banchi la cultura dell’antimafia. Nato a Napoli nel 1986, Alessandro aveva 16 anni quando suo padre venne arrestato per spaccio internazionale di droga. Solo allora capì che la sua famiglia era invischiata con la camorra.  Da lì, la scelta: lui non voleva far parte di quel mondo. A tenerlo lontano dalla mafia e dalla criminalità, come si era prefisso, la sua passione più grande, il teatro. 

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