A San Patrignano prima sperimentazione in Italia di un Parenting Program

Un percorso dedicato a genitori con problemi di tossicodipendenza volti a garantire un futuro più sereno ai loro bambini

Recupero della persona, della genitorialità, ma soprattutto un aiuto ai figli di genitori tossicodipendenti in percorso. Se San Patrignano da sempre ha offerto aiuto a madri e padri con problemi di dipendenza per riallacciare il rapporto con i loro bambini, d’ora in avanti lo farà secondo un metodo codificato e scientificamente analizzato, con l’obiettivo specifico di salvaguardare i loro figli. E’ giunto a termine in comunità il progetto “Fighting abuse: drug-free happy family”, patrocinato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e supportato da UBS Optimus Foundation, che ha visto la prima sperimentazione italiana di Parenting Program in persone con problemi di dipendenza da droghe, intervento già utilizzato con successo nei paesi anglosassoni per promuovere buone prassi genitoriali e prevenire maltrattamenti, abusi e comportamenti negligenti da parte di quei genitori che la letteratura scientifica indica essere a rischio di condotte parentali negative e talvolta abnormi.  A guidare il progetto, il responsabile scientifico professor Roberto Maniglio.

Il Parenting Program è consistito in un intervento terapeutico di gruppo, di natura psicologica, educativa e riabilitativa, con l’obiettivo di portare i genitori ad un profondo cambiamento a livello sia mentale che comportamentale, attraverso la modifica di credenze, atteggiamenti e comportamenti disfunzionali legati al ruolo di genitore e alla relazione genitore-figlio. Si è intervenuti quindi a modificare e annullare quei fattori di rischio più importanti per la messa in atto di comportamenti parentali fisicamente, psicologicamente ed emotivamente maltrattanti e abusanti, nonché di condotte gravemente negligenti.

Rispetto il processo di analisi, è stato preso in considerazione un gruppo di 63 genitori di cui 17 madri. Seguendo le linee-guida del protocollo sperimentale “randomized controlled trial”, il più rigoroso per la valutazione dell’efficacia di una terapia, la misurazione ha previsto la divisione a caso dei soggetti in due gruppi: il gruppo di studio, che poi ha ricevuto la terapia e il gruppo di controllo, che non ha ricevuto la terapia. Il gruppo di studio sottoposto al Parenting Program ha coinvolto 42 genitori, suddivisi a loro volta in tre sottogruppi. Ognuno di questi è stato seguito da una coppia di operatori, uno psicologo-psicoterapeuta e un operatore-educatore, che sono stati adeguatamente formati nei mesi precedenti attraverso un corso di formazione organizzato e tenuto a San Patrignano, per un totale di 10 sedute di gruppo nei mesi di ottobre-dicembre.

Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a vari test (Parent-Child Relationship Inventory, Parent Opinion Questionnaire, Parental Stress Scale, Parenting Sense of Competence scale, Parenting Scale, Parent Anger Scale, Parenting Self-Agency Measure, SCL-90-R, Set di domande socio-demografiche e storico-cliniche ricavate dalla letteratura scientifica), misurandone le caratteristiche immediatamente prima, immediatamente dopo e poi con un follow-up a distanza di 6 mesi.

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