Agenti della Municipale assenteisti, il processo si chiude con una bolla di sapone

Assolto l'ex comandante Ivan Cecchini e pene lievi per gli agenti accusati di una lunga serie di reati

Si è concluso con l'assoluzione dell'ex comandante Ivan Cecchini e la condanna a pene comprese tra due e sei mesi per gli agenti Felice Ardito e Antonio Cristini, tutti in forza alla Municipale di Bellaria, finiti a processo con rito abbreviato per assenteismo. Nella sua requisitoria il pubblico ministero aveva chiesto, invece, condanne tra i 2 anni e 2 anni e 8 mesi. Un quarto indagato, l’ispettore Attilio Sebastiani, si era tolto la vita la mattina del 19 ottobre 2017 con un colpo della pistola d'ordinanza alla testa nel suo ufficio del comando bellariese. Accusati, a vario titolo, di assenteismo, abuso d’ufficio, peculato e truffa al termine dell'indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza secondo gli inquirenti gli agenti si erano più volte assentati dal lavoro o avevano usato l'auto di servizio per motivi personali. Sospesi dal servizio per tre mesi, il provvedimento era stato poi annullato dal Tribunale del riesame e, i tre, si erano sempre detti innocenti degli addebiti. Per i due agenti condannati per addebiti di secondo piano è già stato annunciato l'Appello.

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Assenteismo nella Municipale di Bellaria

“Restano le ferite e resta un profondo senso di dolore. Sentimenti, se possibile, ulteriormente acuiti dalla sentenza di ieri”, questa la primissima riflessione del Sindaco Filippo Giorgetti sulla scorta dell’assoluzione piena dell’ex Comandante, ed attuale dirigente del Comune di Bellaria Igea Marina, Ivan Cecchini; provvedimento che fa il paio con l’assoluzione da quindici capi di accusa su diciannove per gli agenti Ardito e Crestini. “Non possiamo, ovviamente, che accogliere con soddisfazione gli ultimi sviluppi della vicenda sotto il profilo giudiziario”, precisa il primo cittadino. Tuttavia, “proprio l’ordine di grandezza delle cose, già messo in discussione dalla bocciatura della sospensione dal servizio da parte della Cassazione, viene portato da questa sentenza a una dimensione tale da rendere ancora meno sensate, ancora meno comprensibili, le tragedie umane e personali che si sono consumate nel contesto di questa vicenda. E’ una giustizia”, conclude Giorgetti, “che abbiamo sempre atteso con fiducia verso chi fosse stato chiamato a giudicare i fatti, confidando nella buona fede degli uomini in divisa oggetto delle accuse. Resta comunque tanta amarezza.”
 

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