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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Gli agricoltori pronti all'autodifesa ora dichiarano guerra ai cinghiali

Devastazioni di coltivazioni, allevamenti e prati adibiti al pascolo: cinghiali e altri selvatici sono diventati insostenibili per l’agricoltura

Il provvedimento della Regione, recentemente approvato, permette ai proprietari o conduttori dei fondi di avvalersi dei propri familiari o dipendenti e di due coadiutori di fiducia per realizzare piani di controllo e autodifesa per contenere i cinghiali. Per Cia Romagna si tratta di un passo avanti per contrastare l’invasività di questi selvatici che arrecano danni alle coltivazioni e agli allevamenti. 

“In questo modo si agevola l’agricoltore nell’effettuare l’indispensabile azione di autodifesa e a intervenire con tempi più rispondenti alle necessità – spiega Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna – Apprezziamo lo sforzo che la Regione sta facendo per modificare la Legge regionale 8/94, sulle disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio dell'attività venatoria, adeguandola alle mutate esigenze".

In materia di fauna selvatica, uno dei fronti ancora aperto a livello nazionale è la proposta di modifica della legge 157/92. “Il confronto costante che il livello regionale di Cia ha con l'assessore Mammi si inserisce anche nel percorso importante della proposta di modifica della legge nazionale sulla caccia 157/92, un percorso che Cia ha avviato anni fa negli incontri con le commissioni parlamentari, con il presidente della regione, coi prefetti – prosegue Misirocchi - Le proposte sino ad ora presentate in Parlamento, purtroppo, non hanno prodotto alcun risultato. Non ci sono solo i cinghiali, ci sono anche i lupi, gli storni, le nutrie. Non si può andare avanti all'infinito, la situazione è diventata insostenibile per l’agricoltura e in molti casi per la sicurezza stradale”.

Il provvedimento recentemente approvato dalla Regione - sul quale l’assessore Alessio Mammi è intervenuto anche nel corso della presentazione dell’Annata Agraria di Cia Romagna - consente, inoltre, agli agricoltori sino ad oggi autorizzati dalla Polizia provinciale, di esercitare sui terreni in conduzione l’autodifesa e di essere esonerati dall’obbligo di ottenere una specifica abilitazione alla specie cinghiale in quanto negli anni hanno maturato le conoscenze e le capacità ora richieste.

Per coloro che ne faranno richiesta - e che non hanno mai attuato l’autodifesa - invece sarà necessario acquisire la specifica autorizzazione a seguito della frequentazione di un corso e il superamento del relativo esame.

“La collaborazione tra rappresentanze e istituzioni e la collaborazione fra tutte le rappresentanze è uno degli obiettivi di Cia Romagna – conclude Misirocchi – Occorre trovare soluzioni applicabili, cercare di superare gli ostacoli, in questo ambito specifico e per le tante altre questioni aperte che riguardano il settore”.

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