Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Allarme carenza operatori sanitari, le Coop sociali al Ministro Orlando: "Serve co-progettazione e co-programmazione"

Altro tema sul piatto il contratto delle cooperative sociali di tipo B, nato per favorire l’inserimento al lavoro di persone “svantaggiate”

 Co-progettazione e co-programmazione dei servizi, PNRR, scarsità di operatori sanitari, contratto nazionale di lavoro, linee guida per gli affidamenti al Terzo Settore: questi alcuni dei temi proposti al ministro del Lavoro Andrea Orlando dalle Centrali cooperative Legacoop e Confcooperative Romagna. Occasione l’incontro con il Terzo Settore organizzato lo scorso venerdì a Rimini dalla presidente del Consiglio regionale Emma Petitti. Grande attenzione è stata dimostrata dal ministro Orlando, che ha dialogato a trecentosessanta gradi sulle sfide che attendono il mondo del sociale, a partire dalle linee guida sulla co-programmazione e co-progettazione dei servizi. Si tratta di istituti giuridici che possono essere utilizzati in deroga al codice degli appalti, ma che faticano a essere utilizzati dalle amministrazioni locali, nonostante la loro effettiva utilità per leggere i bisogni del territorio e progettare i servizi all’interno di una rete tra pubblico e privato. La proposta delle Centrali cooperative è di stimolare la regolamentazione regionale di coprogrammazione e coprogettazione presidiata anche da ANCI, e di potenziare la formazione tecnica e giuridica continua dei funzionari e dirigenti pubblici. Proposta accolta, tra gli altri, dal candidato sindaco del centrosinistra, Jamir Sadegholvaad - presente all’incontro insieme alla candidata vice Chiara Bellini – il quale ha proposto, tra le prime delibere del suo mandato, se sarà eletto, la regolamentazione di questa materia.

Le Centrali propongono inoltre l’utilizzo, già previsto dalla norma, della co-programmazione e co progettazione anche nella gestione delle risorse del PNRR, al fine di definire strategicamente una programmazione ragionata a lungo termine, riconoscendo alle reti del Terzo settore e alla cooperazione sociale un ruolo attivo. Un allarme è stato lanciato riguardo alla scarsità di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, che mette a rischio la gestione dei servizi da parte delle cooperative sociali. La maggiore difficoltà si riscontra da parte delle cooperative che operano nei settori di assistenza primari — cioè quelli rivolti a persone anziane, a persone disabili a persone con problemi psichiatrici, a minori e in assistenza domiciliare. Non è solo l’emergenza sanitaria a restituire una fragilità strutturale nel sistema di formazione, ma anche l’errata programmazione dei bisogni, con il numero chiuso o programmato nelle facoltà, che si è rilevato sottostimato rispetto al reale bisogno e che oggi è divenuto contraddittorio sia per l'enorme domanda di queste figure professionali, nel servizio sanitario pubblico e anche nei servizi gestiti dalla cooperazione sociale.

Altro tema sul piatto il contratto delle cooperative sociali di tipo B. Nato per favorire l’inserimento al lavoro di persone “svantaggiate”, che diversamente non riescono a trovare collocazione, la sua applicazione è stata messa a volte in discussione nel corso di questi ultimi anni, in particolare nei settori ambiente e telecomunicazioni, escludendo di fatto l’applicazione del CCNL delle cooperative sociali e mettendo a repentaglio migliaia di posti di lavoro per persone fragili o disabili. Serve, secondo le Centrali, un intervento legislativo definitivo (nella L. 381/91 o in una legge speciale) sulla legittimità dell’applicazione del contratto che sia strumento utile nella risoluzione delle controversie di qualsiasi natura.

Linee guida per gli affidamenti di servizi al Terzo Settore - Infine una considerazione sugli affidamenti e la gestione dei servizi al Terzo Settore:  servono linee guida affidamenti di servizi sociali e sanitari e di inserimento lavorativo dedicate, con ad esempio indicazioni di opportunità circa l’indicazione di una quota di riserva, l’utilizzo di meccanismi premianti che valorizzino l’inserimento lavorativo, la legittimità degli affidamenti diretti e l’utilizzo di clausole sociali.

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