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Anita Garibaldi a Rimini ricorda il bisnonno Giuseppe

Anita Garibaldi, nel suo intervento, ha ricordato la figura del bisnonno accendendo una luce su pensieri e attività meno note del suo avo, che accettò solo l’onoreficenza riminese

Tanti riminesi hanno voluto salutare domenica mattina Anita Garibaldi, alla quale l’assessore alla cultura Massimo Pulini ha consegnato una targa per commemorare la cittadinanza onoraria attribuita 153 anni fa al bisnonno Giuseppe, che soggiornò a Rimini alcuni mesi in quel periodo. “Le iniziative del 150° dell’Unità d’Italia – ha detto l’assessore Pulini – ci hanno dato la possibilità di conoscere meglio quel tempo storico, consentendoci di fare tante riflessioni che ancora oggi sono attuali sul rapporto fra l’uomo e ciò che lo circonda. Alla luce di ciò, siamo orgogliosi di ricordare oggi un concittadino così illustre insieme a tanti riminesi”.

Nel corso della cerimonia è stato ricordato dal Prof. Angelo Turchini (ordinario di Archivistica Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali Università di Bologna, sede di Ravenna) il periodo nel quale la Commissione Municipale Provvisoria di Rimini conferì a Garibaldi il titolo, al termine di un soggiorno riminese che fu salutato con grande partecipazione dalla cittadinanza. Per lungo tempo i testi delle due lettere, quella di conferimento e quella di accettazione, furono riportate da una epigrafe posizionata sotto i portici del palazzo comunale. Ora invece sono visibili al primo piano dello stesso.

Anita Garibaldi, nel suo intervento, ha ricordato la figura del bisnonno accendendo una luce su pensieri e attività meno note del suo avo, che accettò solo l’onoreficenza riminese poiché, come disse, “Veniva dal popolo”. “Ha sempre avuto una visione che oggi potremmo definire europeista – ha detto Anita Garibaldi – fatta di riflessioni sulla necessità di mettere insieme nazioni per definire strategie comuni, fino alla difesa del territorio”. Anita Garibaldi ha valorizzato la figura del bisnonno ricordando anche quanto tenesse a due valori che oggi sono di grande attualità: l’educazione e l’ambiente.

 Ad accompagnare l’evento gli studenti dell’Istituto musicale “G. Lettimi”: Brenda di Mecola (canto), Caterina Boldrini (violino), Mattia Guerra (tastiera), Federico Mecozzi (violino). In apertura esecuzione dell’Inno d’Italia, mentre la chiusura è stata dedicata all’Inno di Garibaldi. “Pochi riminesi sapevano che l’Eroe dei due mondi fosse nostro cittadino onorario – ha concluso Arturo Menghi Sartorio, studioso del Risorgimento e sostenitore della giornata – ed è stata proprio Anita Garibaldi a dircelo quando in occasione delle manifestazioni del 150° furono organizzati itinerari a cavallo nei luoghi più significativi di quel tempo nei dintorni di Ravenna. E’ stato bello vedere tanti riminesi qui al Museo la domenica mattina per ricordare la figura di un grande condottiero che ci è stato raccontato essere stato anche uomo dal profondo pensiero. Garibaldi qui ha vissuto un periodo importante e non dimentichiamo che l’esilio concessogli dalla Repubblica di San Marino gli garantì la vita. Senza quella opportunità, chissà quale direzione avrebbe preso la storia d’Italia”.

La Commemorazione è un’iniziativa ideata e organizzata da A.R.I.E.S., Associazione Ricerche Iconografiche e Storiche, e dall’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, con il sostegno dell’Istituto di Vigilanza Civis Augustus. L’appuntamento ha avuto il patrocinio del Comune di Rimini e della Segreteria di Stato alla Cultura della Repubblica di San Marino.

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