menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

La banda dei supermercati tradita dal soprannome di uno dei componenti

Le indagini dei carabinieri sono partite dopo un errore commesso da un componente del terzetto che, durante una rapina, ha apostrofato il complice. Durante la perquisizione domiciliare, trovata una piccola piantagione di marijuana

Oltre un mese di indagini serrate da parte dei carabinieri di Riccione ha permesso di acciuffuare, sabato sera al Conad di Morciano, la banda dei supermercati che da tempo imperversava nella parte sud della provincia. A finire in manette sono stati un 29enne salernitato, un 21enne cattolichino e un 23enne morcianese tutti già noti alle forze dell'ordine. I malviventi si caratterizzavano per la particolare ferocia con la quale mettevano a segno i loro colpi e, armati di pistola e completamente travisati, non disdegnavano di prendere degli ostaggi per convincere i cassieri a svuotare le casse. Tutti colpi lampo che, invariabilmente, si concludevano con i rapinatori che, afferrato il malloppo e in alcuni casi l'interno cassetto, scappavano di corsa, dileguandosi a piedi nelle vie limitrofe il luogo del delitto. Durante uno dei colpi, come raccontato da un testimone agli inquirenti dell'Arma, uno di essi aveva apostrofato il complice con il suo soprannome, Cesco, ed è stato da questo particolare, oltre alla segnalazione di una Punto blu nei pressi dei supermercati svaligiati, che sono iniziate le indagini.

Gli inquirenti, che per il momento hanno addebitato al terzetto solamente la tentata rapina al Conad di Morciano di sabato 18 e quella consumata il 14 gennaio nel supermercato di Cattolica, hanno accertato che i malviventi avevano sempre un punto d'appoggio nei pressi del supermercato che volevano rapinare. Nel caso di Cattolica, infatti, avevano affittato una stanza in un residence poco lontano, e dopo aver commesso la rapina si erano poi rifugiati al suo interno. A Morciano, invece, il "covo" era l'abitazione del 23enne al cui interno, nel corso della perquisizione, i militari dell'Arma hanno trovato una piccola piantagione di marijuana. Un ulteriore accorgimento da parte del trio per far perdere le loro tracce dopo il colpo era quello di vestirsi a strati: dopo la rapina, infatti, si toglievano il primo "strato", in genere una tuta, per rimanere in jeans e confondere le forze dell'ordine che accorrevano sul posto. Gli inquirenti dell'Arma sono al lavoro per individuare con esattezza quali sono gli altri colpi messi a segno dai malviventi.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RiminiToday è in caricamento