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Foto archivio

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Bunker della camorra a Sant'Aquilina, la Procura indaga per abuso edilizio

Il nascondiglio interrato scoperto in un terreno riconducibile a Livio Bacciocchi è al centro di un'indagine della Procura di Rimini. L'intera area è stata messa sotto sequestro dalla polizia Municipale nel corso di un sopralluogo con i tecnici Arpa

E' stato aperto un fascicolo in Procura a Rimini, al momento a carico di ignoti, dove si ipotizza il reato di abuso edilizio per il famigerato "bunker della camorra" scoperto casualmente in un terreno a Santa Aquilina. L'appezzamento di terreno, circa un ettaro, al di sotto del quale vi è la struttura è riconducibile a Livio Bacciocchi, l'avvocato sammarinese arrestato per il suo coinvolgimento negli affari dei clan campani, è stato controllato dalla polizia Municipale e dai tecnici di Arpa su segnalazione dei residenti della zona che, in passato, avevano denunciato la presenza di eternit. Sarebbe stata proprio questa segnalazione a permettere di scoprire la struttura interrata, dotata di bagno, angolo cottura, divano e letto, presumibilmente abitata da qualcuno che non voleva farsi scoprire. Un sopralluogo fatto dalle forze dell'ordine, lo scorso luglio, la porta del bunker era stata forzata e, da tempo, sembra che nessuno lo abbia occupato. Dopo il secondo sopralluogo, eseguito nella mattinata di ieri, l'area è stata recintata e messa sotto sequestro dopo che i tecnici di Arpa hanno raccolto alcuni campioni di presunto eternit.

Gli inquirenti lo hanno descritto come un mini-appartamento completamente abitabile, fornito di luce, acqua e gas, e dotato di due divani letto, un bagno nuovo con tanto di doccia piastrellata e funzionante, frigorifero, cucina arredata, un condizionatore. Il bunker, che ora è oggetto di un'indagine aperta dal sostituto procuratore riminese, Davide Ercolani, è per una parte interrato e non visibile dalla strada. Chi lo avesse in uso, e per che cosa, sarà ora oggetto di indagine visti anche i coinvolgimenti degli ultimi proprietari in alcune inchieste antimafia bolognesi e napoletane. Il terreno è ora sotto curatela fallimentare dopo il crac della Fincapital, la finanziaria che i boss casalesi volevano acquisire a San Marino sempre attraverso Bacciocchi. Secondo un nuovo sopralluogo fatto ieri dagli agenti della Municipale la porta del bunker è stata forzata, e all'interno un locale abitabile c'erano le copie di due giornali, uno italiano e l'altro sammarinese. Dal 2001 al 2007 l'amministratore di Impresit 2000 è stato Roberto Zavoli, già coinvolto nelle operazioni Vulcano, Staffa e Titano, finché nel maggio 2007 non aveva lasciato il suo 50% di quote alla Fincapital.

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