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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Cannabis Hill, parte due: in un casolare abbandonato i frutti della piantagione di "maria"

Le attenzione degli uomini dell'Arma, impegnati in un servizio di controllo del territorio, si sono concentrate su un'abitazione disabitata a Ville di Montetiffi

Dai terreni del riminese ad un casolare abbandonato del cesenate. I Carabinieri di Sogliano al Rubicone hanno effettuato un consistente sequestro di marijuana. Le attenzione degli uomini dell'Arma, impegnati in un servizio di controllo del territorio, si sono concentrate su un'abitazione disabitata a Ville di Montetiffi dopo aver notato la porta d'ingresso forzata. Una volta entrati i militari si sono trovati circa 90 chili di marijuana in fase di essicazione e attrezzature specifiche per la lavorazione ed il confezionamento. Il proprietario dell’immobile, un incensurato residente nel riminese, è risultato al momento totalmente estraneo ai fatti.

Al termine dell’intensa attività d’indagine, sono stati denunciati per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti in concorso aggravata dall’ingente quantitativo un quarantasettenne esidente a Villa Verucchio, attualmente ai domiciliari perchè arrestato il 28 ottobre scorso dai Carabinieri Forestali di Rimini per essere risultato proprietario di appezzamento di terreno con una piantagione di 250 piante di marijuana su una superficie di 400 metri quadrati a Covignano di Rimini, ed un quarantottenne, residente a Rimini, gestore e materiale custode di tale appezzamento di terreno, anch’egli tratto in arresto insieme al primo e detenuto in carcere a Rimini. Inoltre, nell'abitazione del 48enne sono state rinvenute alcune centinaia di piante di cannabis in essiccazione, per un totale di circa 60 chili, oltre che altre dosi presenti in diversi spazi dell'appartamento e varie bottiglie di rum aromatizzato alla cannabis.

L’attività investigativa svolta dai Carabinieri della Stazione di Sogliano ha permesso di accertare che all’interno dell'abitazione abbandonata di Ville di Montetiffi i due indagati avevano depositato lo stupefacente coltivato a Rimini, curandone la trasformazione da sostanza vegetale fresca a sostanza essiccata, nonché il confezionamento della medesima per mezzo di attrezzatura specifica, sottoposta a sequestro penale.

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