L’identità ritrovata della Chiesa dei Santi Apollinare e Pio V

Giovedì si è svolta nella chiesa dei Chiesa dei Santi Apollinare e Pio V di Cattolica la cerimonia inaugurale dei restauri svolti all’edificio storico e durati due anni

Nelle foto allegate il Presidente Massimo Pasquinelli e la stretta di mano con Don Biagio Della Pasqua

Giovedì si è svolta nella chiesa dei Chiesa dei Santi Apollinare e Pio V di Cattolica la cerimonia inaugurale dei restauri svolti all’edificio storico e durati due anni, finanziati anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini che all’inizio del progetto stanziò la cifra di 240mila euro. Sono intervenuti fra gli altri il sindaco di Cattolica Piero Cecchini, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini Massimo Pasquinelli, l’architetto Francesca Franchini curatrice del restauro, il parroco Don Biagio Della Pasqua.

“Il progetto di restauro ha raggiunto lo scopo di recuperare la chiesa e il campanile come si mostrava nella documentazione fotografica degli inizi del XX secolo, la quale riporta una facciata in muratura faccia vista, stesso elemento per il campanile – spiega l’architetto Franchini - Il restauro della fabbrica di S. Apollinare ha interessato il campanile, i paramenti esterni, la copertura e gli interni della chiesa”.

Tra i tanti lavori eseguiti si segnalano: consolidamento statico del campanile, asportazione dell’intonaco, ripresa di muratura, ripristino di cornici sagomate in laterizio, stuccatura dei paramenti in pietra e mattoni, idrolavaggio delle facciate in muratura, restauro e pulitura delle superfici lapidee, trattamento protettivo dei paramenti in pietra e mattoni, restauro della copertura e impermeabilizzazione del campanile, restauro dell’impalcato ligneo interno, smontaggio della copertura in coppi e sottomanto in pianelle per la chiesa, rinforzo delle travi e consolidamento degli elementi in legno, ripristino dell’orditura principale e secondario delle coperture, restauro scalinata in laterizio, restauro infissi, pulitura degli elementi in stucco, tinteggiatura, impianto elettrico, eccetera.

“Dopo due anni di lavori, salutiamo con gioia la fine del cantiere di restauro della bella Chiesa dei Santi Apollinare e Pio V di Cattolica, restauro che vede nella Fondazione il principale sostenitore – ha detto l’avvocato Massimo Pasquinelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini -. Tra l’altro, il termine dell’opera coincide quasi con l’anniversario dei primi vent’anni di attività della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, sorta nel 1992 anche col fine importantissimo di essere un efficace promotore culturale del territorio, un sostegno alla conservazione e alla valorizzazione dei luoghi storici della comunità. Il progetto, ora portato a termine, intende offrirci l’edificio nelle sue primitive forme, liberato da quegli interventi compiuti nel tempo che ne oscuravano il disegno originario. La Chiesa dei Santi Apollinare e Pio V, che già nei nomi dei dedicatari porta in sé il ricordo di due fondamentali snodi della storia cristiana - la Chiesa delle origini e la Riforma cattolica del XVI secolo - è una fascinosa stratificazione di epoche, culture e stili. Un deposito, innanzitutto, delle spiritualità che ha accolto quella benedettina prima, poi quella servita e carmelitana, per tornare, infine, nuovamente benedettina. E poi una trasformazione architettonica plurisecolare che prende le mosse dalle prime testimonianze duecentesche e trecentesche per giungere ai suoi rifacimenti architettonici della fine del Cinquecento e della fine del Settecento. Persino il rimaneggiamento del 1872 testimonia dell’importanza che questo edificio ha continuato ad avere nel tempo per i cittadini di Cattolica e per la Diocesi riminese e dice molto dell’affetto rivolto a un emblema del tessuto urbano, culturale e spirituale della città, a una pregiata presenza del suo paesaggio. Una cura che vede oggi protagonista la Fondazione e che ci rende insieme soddisfatti e orgogliosi del bel risultato”.


“Ci si chiede come mai abbiano messo mano alla chiesa in tempi di magra economica come questa per le famiglie – ha detto il parroco Don Biagio della Pasqua - . Prima di tutto perché questa chiesa ha un’importante valenza di tipo culturale e quindi morale, e poi per il suo valore cristiano. Culturale perché rinsalda e recupera i vincoli storici di solidarietà e fraternità facendo emergere la sua capacità di fare comunità: la chiesa per un popolo più antico era il luogo in cui si celebravano le tappe fondamentali della vita. Il secondo elemento risiede nella fede cristiana, supporto fondamentale nei vincoli di fraternità, elemento sempre di accoglienza e comunione. Infine, in un tempo come il nostro è importante che le memorie storiche non vengano perdute e siano di stimolo alla capacità progettuale umana”.

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