Colonia Bolognese, presentato il progetto contro degrado e microcriminalità

Parte a Rimini il primo esempio di rigenerazione urbana da parte della società civile di un bene storico e in stato di abbandono

Si chiama “Riutilizzasi – Colonia Bolognese” ed è il primo esempio di rigenerazione urbana da parte della società civile di un bene storico e in stato di abbandono a Rimini. Concessa dalla Curatela Fallimentare CMV all’Associazione Il Palloncino Rosso per svolgere attività ed iniziative finalizzate a prevenire fenomeni di degrado e microcriminalità, favorendo la partecipazione della cittadinanza, una porzione della Colonia Bolognese di Rimini riapre i battenti nell’estate 2018. Dal 24 giugno fino al 21 settembre una porzione della Colonia, costruita nell’epoca fascista su progetto dell’ingegner Ildebrando Tabarroni, sarà infatti teatro di una serie di appuntamenti che hanno come unico filo conduttore la rigenerazione urbana attraverso eventi culturali. Tour delle Colonie, cinema all’aperto, concerti, ma anche sport sono solo alcuni degli eventi che “ri-animeranno” la Colonia Bolognese e il suo giardino, da anni ormai al centro delle cronache solo per lo stato di abbandono e degrado.

Ideatrice e capofila del progetto è l’Associazione di Promozione Sociale “Il Palloncino Rosso” che fin dalla sua nascita, nel 2015, si occupa di rigenerazione urbana promovendo eventi e proposte culturali finalizzate ad una riflessione sulla riappropriazione dei beni comuni nel territorio riminese, al di là dell’assistenzialismo pubblico e privato ed al di fuori di azioni di riassetto urbano imposte dall’alto (e quindi non sempre capaci di rispondere ai bisogni delle comunità locali). “Chiedere la disponibilità dell’ex Colonia Bolognese alla Curatela Fallimentare CMV, che ringraziamo per la sensibilità e per la collaborazione, è stata una vera follia. – spiega Luca Zamagni, Presidente dell’Associazione Il Palloncino Rosso – Ma oggi, ad un mese dall’accordo per la concessione temporanea di una porzione dell’immobile, possiamo affermare che questa avventura si sta sviluppando e ha creato attorno a se una rete di soggetti del territorio che agiscono per riportare i riminesi in un angolo della città che era degradato, per dare così ai cittadini la possibilità di tornare a rivivere la quotidianità di questo luogo. Grazie alla collaborazione di tutti, il progetto si caratterizza quindi per la sua attitudine a rigenerare per partecipare e partecipare per rigenerare. Il nostro è un invito alla riappropriazione non solo di uno spazio dismesso, ma anche e soprattutto della coscienza civica e del senso di comunità”.

Per vocazione storica e radicamento nell’immaginario collettivo, le Colonie marine sono per i cittadini della Riviera romagnola beni a connotazione fortemente identitaria. Ecco perché l’associazione Il Palloncino Rosso ha scelto di “rigenerare” la Colonia Bolognese ritenendola un bene che appartiene (in senso “culturale”, prima ancora che “giuridico”) alla comunità. Come tante altre associazioni in Italia, anche l’Associazione riminese si sta impegnando da tempo a promuovere operazioni di riutilizzo di beni immobili dismessi e per farlo ha pensato ad un vero e proprio palinsesto di eventi organizzati in collaborazione con alcuni dei più importanti attori del territorio. Gli eventi avranno luogo in uno spazio flessibile e reso adatto ad ospitare diverse funzioni, generando contaminazioni ed ibridazioni.

Una operazione, quella dell’Associazione, che non poteva avvenire senza la piena collaborazione e la fiducia della Curatela Fallimentare CMV. Presenti alla conferenza stampa di presentazione Ettore Trippitelli e Fabrizio Tentoni, Curatori del Fallimento CMV che hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Nostro compito, quali Curatori, è quello di conservare  e difendere il bene anche da atti di illegalità, e questa operazione, che ha avuto il vaglio del giudice del Tribunale di Rimini dottoressa Susanna Zavaglia, va proprio in quella direzione: creare iniziative per ridare vita ad un luogo abbandonato. Abbiamo infatti fin dall’inizio ritenuto la proposta dell’Associazione  una follia nel senso che intendeva Steve Job: un azzardo si, ma a fare scelte non convezionali di coraggio”.

A patrocinare il progetto il Comune di Rimini, che pur essendo la Colonia bene privato, ha appoggiato fin dall’inizio l’iniziativa. "Per troppi anni abbiamo creduto fosse normale non utilizzare immobili e beni fisici, in attesa di una loro riqualificazione. Ma mentre questa non avveniva mai, quegli immobili diventavano sempre più invisibili e inaccessibili  – ha dichiarato durante la conferenza stampa, Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini - Oggi a Rimini stiamo assistendo ad una radicale inversione di tendenza, mettendo finalmente in un cassetto questa inefficace filosofia. Domani si annuncerà la data di riapertura del “Galli” ma è almeno dal 2012 che abbiamo in silenzio riaperto quelle porte chiuse da 70 anni quando lo abbiamo riabilitato. Così è il patrimonio delle colonie, così questa ottima iniziativa dell’Associazione Il Palloncino Rosso. La parola chiave è restituzione, senza per forza aggiungere 'in attesa che'. La restituzione anche temporanea è un valore in sé perché da visibilità a un luogo e uno spazio altrimenti invisibile. Se a farlo non sono solo le istituzioni ma una società civile che, dal basso, costruisce esperienze partecipate di condivisione e apertura culturale, il significato è ancora più profondo. E non si tratta di follia, come sento dire, ma di allinearci alle migliori esperienze europee di riutilizzo di spazi urbani attraverso una piena e matura  compartecipazione di tutti i cittadini".

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