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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

Condannato per maltrattamenti alla moglie, era accusato anche di aver dilapidato il patrimonio

Il giudice, al momento della sentenza, ha disposto la trasmissione degli atti in Procura ipotizzando per l'uomo la simulazione di reato

E' stato condannato a 3 anni di reclusione, oltre a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e al pagamento di 20mila euro alla parte civile, il 50enne accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie mentre è stato assolto per il reato di circonvenzione d'incapace. Finito alla sbarra per aver dilapidato il patrimonio di famiglia con una serie di scommesse azzardate, il giudice nella sua sentenza ha anche disposto la trasmissione degli atti in Procura ipotizzando i reato di simulazione di reato in seguito a una fantomatica rapina denunciata dall'uomo per coprire gli ammanchi di cassa. La vittima, anche lei 50enne assistita dagli avvocati Francesca Romana Dotti e Alessandro Pierotti, secondo quanto emerso era stata convinta dal marito conosciuto attraverso un'agenzia matrimoniale a investire il suo denaro in una tabaccheria e avevano rilevato un'attività nel centro storico di Rimini ma erano fin da subito iniziati i guai. Il 50enne, infatti, avrebbe estromesso la donna dalla gestione dell'attività sostenendo che non era adatta a stare a contatto col pubblico, denigrandola e in alcune occasioni anche picchiandola.

Rimasto solo nella tabaccheria, l'uomo avrebbe avviato una amministrazione molto disinvolta del negozio tanto che ben presto erano affiorati numerosi ammanchi fino a oltre 10mila euro al mese. I "buchi", giustificati dall'uomo come problemi di avviamento, per diversi anni sono stati coperti dalla famiglia della donna vera titolare dell'attività ma quando il "cratere" si è allargato fino ad arrivare a oltre 130mila euro sono sorti i primi dubbi. I famigliari della 50enne si sono così rivolti a un amico di famiglia, che in passato aveva avuto un'attività identica, per capire dove finissero i soldi. Ad essere messi sotto la lente d'ingrandimento erano stati così i terminali delle scommesse dai quali è arrivata la sorpresa. L'analisi ha evidenziato delle puntate, giudicate "anomale", al 10 e Lotto dove venivano giocate somme ritenute non congrue sia per l'ammontare, fino a 100 euro alla volta, sia per gli orari in quanto venivano piazzate quando la tabaccheria sarebbe dovuta essere chiusa. Nel corso del dibattimento, inoltre, era spuntata anche una rapina da 10mila euro ai danni dell'attività nel marzo del 2016 che però avrebbe sollevato molti dubbi sulle modalità con la quale era stata portata a termine. Su questo ultimo punto, quindi, gli atti sono stati trasmessi in Procura che dovrà fare luce sulla vicenda.

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