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Cyberbullismo, gli studenti incontrano gli esperti informatici della polizia di stato

Continuano gli incontri con le scuole riminesi promossi dalla Polizia di Stato riguardanti i fenomeni del bullismo, cyberbullismo e relativi ai rischi legati alla “navigazione non vigilata” sulla rete

Continuano gli incontri con le scuole riminesi promossi dalla Polizia di Stato riguardanti i fenomeni del bullismo, cyberbullismo e relativi ai rischi legati alla “navigazione non vigilata” sulla rete. Tali incontri, promossi dal questore di Rimini, e dal dirigente della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Rimini, si inseriscono in un più ampio progetto dedicato all’educazione alla legalità che vede già da alcuni mesi impegnati la Polizia di Stato e il mondo della Scuola.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Rimini, in particolare, visto l’aggravarsi dei reati commessi online dai minori nei confronti di altri minori, dall’inizio dell’anno scolastico ha già tenuto dodici incontri negli istituti scolastici di tutta la provincia riminese (incontri che proseguiranno fino al termine dell’anno didattico). Giovedì, gli esperti della Polizia di Stato, hanno incontrato gli studenti e gli insegnanti degli istituti Comprensivi di Mondaino-Saludecio e Verucchio.

Ai giovani che hanno assistito agli incontri, i poliziotti hanno illustrato le impostazioni fondamentali per realizzare una primaria difesa dai pericoli provenienti dal web: cyber bullismo, utilizzo dei social network, navigazione in chat, divulgazione dati personali e loro utilizzo fraudolento, rispetto ed impostazione della privacy sulla rete, file sharing, download, sexting, adescamento sessuale con conseguenti ricatti ed estorsioni. Utilizzando alcuni contributi filmati e illustrando alcune esperienze concrete verificatesi nella Provincia di Rimini, gli uomini della Polizia di Stato hanno poi fornito ai ragazzi tutti gli strumenti necessari per difendersi da tale fenomeno e per far acquisire loro una maggiore consapevolezza sulle potenziali conseguenze negative di determinati comportamenti, ritenuti dai più giovani innocui o comunque non offensivi.

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