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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cronaca

L'ex assessore: "Così non si va avanti, il consiglio deve decidere sull'alternativa al Ponte di Tiberio"

Intervista all'ex assessore provinciale Vincenzo Mirra: "Giusto rendere pedonale il Ponte di Tiberio, ma Rimini non ha saputo pensare alla viabilità alternativa"

“E’ inutile girarci attorno, così non si può andare avanti”. Vincenzo Mirra, assessore provinciale alla Mobilità e trasporti dal 2009 al 2014, per 40 anni instancabile dipendente del Comune di Rimini, parla a RiminiToday sul tema della viabilità alternativa al Ponte di Tiberio. Lo fa a seguito dell’ennesima presa di posizione del comitato residenti del Rione Clodio che sostiene come “si è tornati agli Anni 60 e l’alternativa al Ponte di Tiberio non c’è”. L’ex assessore sul tema lancia delle proposte.

Vincenzo Mirra, hanno ragione i residenti di via Ducale nel dire che la viabilità del centro storico così non va?

“Ho letto sul vostro giornale l’ennesimo grido di dolore e io sono uno dei tanti a passare tutti i giorni davanti alle porte delle case di via Ducale, è veramente poco onorevole. C’è sempre tanto traffico e avendo chiuso piazza Malatesta un’alternativa non c’è più. Mi sono confrontato con alcuni tecnici del Comune e oggi l’unica soluzione alternativa sarebbe quella di fare un senso rotatorio unico su via Circonvallazione, via Roma e via dei Mille ma anche questa ipotesi quando arrivano gli eventi in Fiera diventa ingestibile”.

Lei però è tra i favorevoli alla chiusura del Ponte di Tiberio?

“Assolutamente, è stato giusto chiudere il Ponte di Tiberio, la scelta di renderlo pedonale è stata azzeccata. Ma purtroppo Rimini non ha saputo pensare alla viabilità alternativa. E oggi queste sono le conseguenze. Il traffico è un insieme di fattori: la mancanza di un ponte alternativo al Tiberio, il progetto della strada alternativa alla Statale 16 su cui siamo ancora qui a parlare e il casello autostradale da costruire per la Fiera”.

Eppure il tema di un ponte alternativo trova radici lontane…

“Un ponte li in mezzo ci vuole proprio, ma se ne parla da quando ancora c’era sindaco Moretti, parliamo di inizio Anni 90. Allora fu fatto un bando di idee: ai tempi si parlò di una galleria interrata, ma aveva alti costi e poi fu vanificata. Era un impatto non da poco. Ma invece il ponte...”.

Lei propone due soluzioni. Il piano A quale sarebbe?

“Delle due ipotesi, la prima è la più efficace. Mi riferisco all’ipotesi del ponte sul Marecchia da via Tonale a Ina Casa. Usando una nuova strada da costruire dove oggi c’è un prato. Sarebbe, come concezione, un bis della stessa strada di quella del centro storico. Avrebbe la stessa funzionalità. L’altra scorciatoia è quella dell’ex ponte Scout, con un progetto che attraversa il parco in sopraelevata, perché in quel tratto i terreni con le piene si allagano e finire in via Dario Campana. Oggi si fa a piedi o in bicicletta, è tutto un investimento da fare. Ritengo che un’azione deve essere però assunta con decisione dal consiglio comunale, così non si può andare avanti”.

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