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Fumo rosa dall'inceneritore, l'allarmismo del Wwf: "Serve il porta a porta"

Sulla fuoriuscita di fumi rosa dall'inceneritore di Raibano, in merito alla quale Hera ha provveduto nei giorni scorsi a tranquilizzare i cittadini con una nota, è intervenuto anche il Wwf, dicendosi "fortemente allarmato per quanto accaduto"

Sulla fuoriuscita di fumi rosa dall'inceneritore di Raibano, in merito alla quale Hera ha provveduto nei giorni scorsi a tranquilizzare i cittadini con una nota, è intervenuto anche il Wwf, dicendosi "fortemente allarmato per quanto accaduto" poichè anche "senza una certa giustificazione tecnica, come dichiarato sulla stampa sia dall’Arpa che dal sistema di controllo dell’impianto stesso, l’assoluta trasparenza dei dati, quando è in ballo la salute pubblica , deve essere fondamentale".

"L’accaduto mette in evidenza, i rischi a cui si espone la popolazione a ridosso di tali impianti - sottolinea Antonio Cianciosi, presidente dell'associazione ambientalista -. I problemi degli inceneritori in generale, sono legati all’incontrollabilità di ciò che viene bruciato, i rifiuti che arrivano a questi impianti, il più delle volte non provengono da un impianto di preselezione, che recupera tutto ciò che è riciclabile, ma semplicemente dall’indifferenziato raccolto dai cassonetti. Fa riflettere molto, tuttavia,  che quanto accaduto mercoledì scorso a Raibano,  si sia verificato in un impianto tecnologicamente avanzato con un sistema di filtraggio altamente sofisticato".

"Il principio di cautela in questo caso è d’obbligo fermare l’impianto fino a che non sarà individuata la tipologia di materia bruciata che ha generato nei fumi questa colorazione rosa  appare una scelta di buon senso - continua Cianciosi -. È indispensabile, tuttavia, che nell’immediato venga monitorato il territorio circostante l’impianto con prelievi sui terreni e vegetali. Come associazione riteniamo che, a titolo di precauzione, nei confronti dei cittadini e sino a quando sarà attivo l’inceneritore di Raibano tutta l’area prospiciente l’impianto per un raggio di almeno seicento metri dai camini venga interdetta qualsiasi attività di produzione agricola per alimentazione umana e animale".

"Tutta l’area attorno dovrà avere una funzione di “cuscinetto” ecologico, pertanto, dovrà essere piantumata con alberature ad alto fusto.
Gli  oneri di compensazione ambientale, ovviamente, dovranno essere a carico del gestore dell’impianto medesimo - prosegue Cianciosi -. Il Wwf sostiene da sempre che l’unica strada veramente percorribile per risolvere il problema dei rifiuti in ambito urbano sia la raccolta differenziata spinta, “porta a porta” e assegnare agli inceneritori un utilizzo meramente marginale per lo smaltimento di quelle frazioni di rifiuto non riutilizzabili".

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