Cronaca

Un patrimonio da 1,5 milioni ma dichiarazione dei redditi ai limiti della povertà

Emergono nuovi dettagli sul titolare dei due alberghi riminesi sequestrati dai carabinieri per infiltrazioni mafiose

Secondo gli inquirenti muoveva un patrimonio stimato intorno a 1,5 milioni di euro ma, la sua denuncia dei redditi, era praticamente da persona al limite dell'indigenza. Emergono nuovi particolari sulla figura del 36enne originario di Castellamare di Stabia al quale, nella giornata di lunedì, sono stati sequestrati 2 strutture alberghiere a Rimini. Il provvedimento è la conclusione di una serie di indagini partite nel 2013 e ha riguardato le quote societarie della società in liquidazione del partenopeo e le ditte individuali che gestivano gli hotel intestate, secondo gli inquirenti, a teste di legno mentre i proprietari degli immobili risultano estranei alla vicenda. A far suonare il campanello d'allarme ai carabinieir è stata la sproporzione tra i beni posseduti dal 36enne, per un valore stimato di 1,5 milioni di euro, e la sua dichiarazione dei redditi oltre alle sue frequentazioni con personaggi che, già in passato, avevano avuto problemi simili con la giustizia e nell'ambiente della criminalità organizzata. Nel corso dell'operazione Dirty Soccer, condotta dalla Dda di Catanzaro sul calcioscommesse, sono emersi ulteriori rapporti tra il partenopeo e uno degli indagati.

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