Il bilancio delle Fiamme Gialle, nel 2019 tanti reati spia sulla malavita in Riviera

In un anno oltre 109 milioni di euro sequestrati provenienti da patrimoni accumulati illecitamente

In occasione del 249esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza il comando provinciale di Rimini ha illustrato i risultati operativi ottenuti nel corso del 2019 e, i dati, mostrano come le Fiamme Gialle abbiano puntato in maniera diretta ed efficace a quella criminalità economico-finanziaria. Tutta una serie di reati, chiamati "spia", che mettono in allarme il tessuto economico del territorio perchè indicativi di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata negli affari riminesi. "Lo scorso anno - ha sottolineato il comandate provinciale, colonnello Antonio Garaglio - abbiamo aggredito in maniera specifica i patrimoni accumulati in maniera illecita. Siamo passati da sequestri complessivi per 33 milioni di euro al record di 109 milioni segnato nel 2019. Un dato triplicato rispetto al passato e che, allo stesso tempo, fa pensare se aggiungiamo che per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio nel primo caso si è passati da 9,9 milioni di euro agli attuali 42,9 e, nel secondo caso, da 50mila euro a 37 milioni. Durante il 2020 il nostro obiettivo sarà quello di mantenere alta la guardia soprattutto in una situazione come quella del post-epidemia per vigilare in maniera ancor più stringente sull'economia della provincia".

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Sul fronte dell'evasione fiscale nel corso del 2019, si è concretizzata da parte delle fiamme gialle di Rimini e Cattolica l’esecuzione di oltre 4300 interventi ispettivi e la lavorazione di 1100 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di denunciare 71 soggetti per reati fiscali (principalmente riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione), di cui 1 tratto in arresto. Il valore dei beni sequestrati nella passata annualità per reati in materia di imposte dirette e IVA è di 17 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie ammontano a 24 milioni di euro.  Sono invece 43 i soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali) individuati che hanno evaso complessivamente oltre 8,2 milioni di IVA. Inoltre, sono stati verbalizzati 77 datori di lavoro per aver impiegato 156 lavoratori illecitamente.  Nel settore del gioco illegale ed irregolare, sono stati eseguiti nel 2019 n. 33 controlli riscontrando 12 violazioni e sequestrando 9 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento. Nel settore delle illecite scommesse sono inoltre state sottoposte a sequestro disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 313.000 euro.

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Per quanto riguarda gli illeciti nella pubblica amministrazione 94 sono gli interventi complessivamente svolti, nel 2019, a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, di cui 29 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e contabile. Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a oltre 3,5 milioni di euro, mentre si attestano su circa 10.000 euro quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con un numero di soggetti denunciati complessivamente pari a 2. 
Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, all’indomani dell’introduzione del “reddito di cittadinanza”, il Corpo ha realizzato uno specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del beneficio a tutela di coloro che hanno reale necessità usufruire del sussidio. Gli interventi eseguiti hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria 1 soggetto per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore. L’uomo in sostanza ha “dimenticato” di essere proprietario di un albergo (attualmente non attivo) del valore commerciale stimato pari a oltre 800.000 € e, per evitare eventuali controlli, ha dichiarato di essere residente presso un’abitazione non di proprietà. Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa previdenziale e sanitaria, i Reparti hanno portato a termine, in totale, 47 interventi, segnalando all’Autorità giudiziaria 2 persone e verbalizzandone 22 (18 in materia di ticket sanitari e 4 in materia di prestazioni sociali agevolate). Passando, più in generale, al settore della tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 8 persone per reati in materia di appalti, 18 persone nell’ambito delle attività in materia di anticorruzione (di cui 1 tratta in arresto), mentre sono state verbalizzate 23 persone per responsabilità amministrativa con danni erariali segnalati alla competente Autorità Giudiziaria per oltre 3,5 milioni di euro.  

Nel corso del 2019 con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 109 soggetti, ed ammonta ad oltre 109 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro, mentre i provvedimenti di sequestro e confisca operati hanno raggiunto, rispettivamente, la quota di oltre 16 milioni di euro e di circa 1,5 milioni di euro. Sono stati eseguiti 56 accertamenti a seguito di richieste pervenute dal Prefetto di Rimini, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. In materia di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti sono state sviluppate 16 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 34 persone per i reati di riciclaggio (20 persone) e auto-riciclaggio (14 persone), delle quali 8 sono state tratte in arresto. Il valore del riciclaggio e dell’auto-riciclaggio accertati si è attestato intorno agli 80 milioni di euro, mentre sono stati effettuati sequestri su ordine della magistratura per 6 milioni di euro.  Sono stati, poi, eseguiti ai confini terrestri e marittimi 285 controlli volti a verificare il rispetto delle norme sulla circolazione transfrontaliera di valuta da parte dei soggetti in entrata e/o in uscita dal territorio nazionale, nel corso dei quali sono stati intercettati valori e titoli al seguito per oltre 880 mila euro.

Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono stati operati sequestri di beni per un valore pari a circa 1,2 milioni di euro, su un totale di patrimoni risultati distratti di 11,5 milioni di euro, con la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria per 40 persone.  Tra le attività del Corpo svolte nel 2019 a tutela del mercato dei beni e dei servizi si pongono quelle - convergenti su 3 Piani operativi - a contrasto dei fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul diritto d’autore. In tali ambiti, i Reparti operativi hanno effettuato 82 interventi e dato esecuzione a più di 44 deleghe dell’Autorità Giudiziaria, sottoponendo a sequestro oltre 920.000 prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri, denunciando all’Autorità Giudiziaria 13 responsabili. 

Il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo sovrastante per il contrasto ai traffici illeciti è assicurato attraverso un dispositivo d’intervento unitario, che prevede l’integrazione tra le diverse componenti territoriale, investigativa, aeronavale e speciale del Corpo. Sono oltre 2000 le pattuglie impiegate nel controllo economico del territorio, anche per le chiamate al numero di pubblica utilità 117, ed in armonica sinergia e coordinamento con le altre Forze di Polizia presenti nella provincia, specie in occasione dei principali eventi che hanno interessato la provincia quali la “Notte Rosa”, “Molo Street Parade”, “Moto GP” e “Capodanno 2020”. Con l’ausilio delle unità cinofile (i cani Donny e Ulla) sono stati eseguiti oltre 250 interventi, riscontrando oltre 50 violazioni e verbalizzando 40 soggetti dei quali 5 denunciati all’Autorità Giudiziaria (di cui 4 tratti in arresto in flagranza) e 35 segnalati all’Autorità Prefettizia con il sequestro di oltre 3 kg di sostanze stupefacenti. 

BILANCIO OPERATIVO NELLO STATO DI EMERGENZA DA COVID-19 - A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 il Corpo ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, anche on line, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche, reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture e, più in generale, violazioni al Codice degli appalti. In quest’ultimo ambito sono state controllate circa 6000 persone ed oltre 3000 esercizi commerciali sanzionandone rispettivamente 198 e 24 (per 5 dei quali è scattato il provvedimento di chiusura provvisoria dell’attività) per l’inosservanza delle disposizioni governative emanate dal mese di marzo.

Nel corso di tali controlli, le Fiamme Gialle riminesi hanno fatto accesso in una “Serigrafia” al fine di verificare l’effettività della riconversione imprenditoriale, così come dichiarata dall’azienda all’Ufficio Territoriale del Governo riscontrando che all’interno della stessa era in corso la produzione e il confezionamento di mascherine di tipo “chirurgico”, ma la situazione rilevata ha indotto, tuttavia, i finanzieri ad approfondire il controllo, cosa che ha consentito di rilevare la presenza nei locali aziendali di una stampante intenta nella produzione di decine di “stencil” raffiguranti noti marchi della moda (come Gucci, Dior, Prada, Balenciaga, Saint Laurent, Supreme, Givenchy, VLTN, Dsquared, Juventus), che secondo quanto emerso, sarebbero stati applicati sul tessuto delle “mascherine”, al fine di trasformarle in ricercati “accessori di moda”. 
Al termine delle operazioni, il titolare della serigrafia e il committente dell’illecita produzione sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Rimini, per il reato di contraffazione dei marchi, aggravato da modalità imprenditoriali. Nel contempo sono stati sottoposti a sequestro 126 cosiddetti “stencil” riportanti le griffe contraffatte, una stampante e l’hard disk di un computer contenente i files dei marchi da riprodurre. Nel complesso delle attività svolte sono state sottoposte a sequestro oltre 12 mila mascherine prive di etichettatura di indicazione dell’origine e qualità a tutela della salute e sicurezza dei consumatori, nonché oltre 203 mila flaconi, da 200 ml ciascuno (per complessivi 40.000 litri), contenenti spray igienizzante ma riportanti in etichetta la dicitura “sanificante”, in assenza della preventiva autorizzazione del Ministero della Salute, necessaria per la commercializzazione dei prodotti cosiddetti biocidi. 

Incessantemente è continuata la collaborazione istituzionale con l’Autorità Prefettizia, attraverso l’esecuzione di 46 accertamenti (attraverso l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo) a seguito di richieste pervenute dalla stessa Autorità di Governo volti a verificare i requisiti per l’apertura in deroga delle attività funzionali delle filiere non sospese nonché dei servizi di pubblica utilità ed essenziali.  La crisi sanitaria connessa al Covid-19 vede la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine.  Sono state sviluppate, poi, attività a contrasto di pratiche anticoncorrenziali e di manovre speculative commesse approfittando dell’aumento della richiesta di taluni beni. In questo ambito, sono stati approfonditi elementi sintomatici di condotte distorsive della corretta dinamica di formazione dei prezzi, con indagini finalizzate a risalire sistematicamente la filiera commerciale, fino alle strutture e ai soggetti del processo produttivo/distributivo dai quali hanno tratto origine le speculazioni. 

In tale ambito, è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria un soggetto per il reato di manovre speculative su merci, in quanto vendeva le mascherine chirurgiche monouso ad un prezzo oscillante tra i 4,50 e 5,00 euro al pezzo, praticando sempre un ingiustificato ricarico sul prezzo d’acquisto, variabile dal 165% al 331%. Nel complesso, durante la fase più critica dell’emergenza epidemiologia da COVID-19, che ha interessato l’intero territorio nazionale, la Guardia di Finanza Riminese, unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento del contagio, attraverso l’impiego giornaliero di circa 40 militari.

IL BILANCIO DEL REPARTO AERONAVALE
Il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo sovrastante per il contrasto ai traffici illeciti è assicurato attraverso un dispositivo d’intervento unitario, che prevede l’integrazione tra le diverse componenti territoriale, investigativa, aeronavale e speciale del Corpo. In questo contesto, assume particolare rilevanza l’attività svolta dalla Guardia di Finanza a mare in materia di lotta ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, cui si aggiunge il contrasto dei traffici illeciti diretti verso le coste nazionali, quindi, dell’Unione europea. Al Corpo sono state, infatti, attribuite rilevanti ed esclusive funzioni nell’ambito del comparto di specialità della sicurezza del mare e della sicurezza delle frontiere, che si traducono nell’attuazione delle direttive dell’Autorità di Pubblica Sicurezza per il mantenimento dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica a mare e nella responsabilità operativa ai fini del contrasto all’immigrazione irregolare via mare anche con riferimento all’attività svolta sotto l’egida dell’Agenzia della Guardia di frontiera e costiera europea - Frontex.

In tale contesto opera il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Rimini, attraverso i Comandi dipendenti, la Stazione Navale e la Sezione Aerea di Rimini nonché la Sezione Operativa Navale di Marina di Ravenna, assicurando il costante presidio delle acque territoriali e contigue prospicienti l’intera regione Emilia Romagna. 
Nel particolare, nel corso del 2019, sono state effettuate 1118 missioni di pattugliamento nelle acque territoriali, sottoponendo a controllo 596 imbarcazioni, riscontrando oltre 244 violazioni in materia di polizia marittima, pesca e diporto nautico. In tema di tributi locali, l’attività operativa volta all’accertamento del rispetto degli adempimenti fiscali in ordine al pagamento delle relative imposte, ha permesso di constatare la mancata corresponsione alle casse dei rispettivi comuni del pagamento di circa 600 mila euro gravanti sui titolari di aree assentite in concessione, presenti sul litorale emiliano-romagnolo. Nello specifico settore operativo dedicato alla tutela ambientale, sono stati eseguiti circa 21 interventi in materia di gestione dei rifiuti, con l’accertamento di 21 violazioni e la segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria di 9 responsabili, contestando altresì infrazioni amministrative con sanzioni per un importo complessivo di circa 800 mila euro. Nel corso delle attività sono state sequestrate numerose discariche abusive per una superficie totale di 8.000 mq. nelle quali erano state stoccate complessivamente oltre 1.000 tonnellate di rifiuti.

Di particolare importanza anche l’attività svolta a contrasto del fenomeno del bracconaggio ittico, soprattutto con riferimento all’illecito prelievo di molluschi nell’area lagunare ravennate, sia per i connessi aspetti di carattere sanitario, ma anche per la tutela dell’ambiente marino. In tale contesto, lo scorso anno, sono stati sequestrai oltre 1.400 kg di vongole e 11 natanti, con la denuncia di 26 responsabili. I reparti navali della Guardia di Finanza emiliano–romagnola hanno svolto, inoltre, attività di contrasto al lavoro nero e/o irregolare, sottoponendo ad ispezione ditte e soggetti commerciali operanti lungo il litorale e sul mare, individuando 49 lavoratori non in regola poi segnalati agli Enti competenti. Altresì, nel 2019, il Reparto Operativo Aeronavale di Rimini ha impiegato complessive 458 giornate/persona in servizi di ordine pubblico a mare in occasione di manifestazioni, eventi sportivi e altri eventi che hanno interessato la costa emiliano romagnola. A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 il Corpo ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione.  Circa 1.640 i controlli svolti dal ROAN della Guardia di Finanza a partire dallo scorso mese di marzo per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia da COVID-19: quasi 20 i soggetti, a vario titolo, denunciati per violazioni commesse nel periodo dell’emergenza.  Nel complesso, durante l’emergenza epidemiologia da COVID-19, che ha interessato l’intero territorio nazionale, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento del contagio, attraverso l’impiego giornaliero di circa 13 militari.
 
 

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