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Il Lapidario romano torna a vivere grazie agli studenti

Le pietre parlano, anzi raccontano. A dar loro voce sono i ragazzi del Liceo Classico "Giulio Cesare" di Rimini che dopo aver ripulito le epigrafi del lapidario Romano dei Musei Civici

Le pietre parlano, anzi raccontano. A dar loro voce sono i ragazzi del Liceo Classico “Giulio Cesare” di Rimini che dopo aver ripulito (sotto l’occhio vigile dei restauratori della Soprintendenza) le epigrafi del lapidario Romano dei Musei Civici, realizzeranno strumenti di comunicazione sia tradizionali che hi-tech rivolti non solo ad altri studenti ma anche al più vasto pubblico.Venerdì alle ore 10,30 presso il Museo della Città verrà presentato in anteprima Le pietre raccontano, il progetto ideato dal Liceo Classico Giulio Cesare e dai Musei Comunali di Rimini per conoscere e far “rivivere” il Lapidario romano dando nuova voce al prezioso patrimonio custodito dal 1981 nel giardino interno del Museo della Città.

L’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna lo ha selezionato fra i vincitori della II edizione del concorso di idee Io amo i beni culturali. Protagonisti di questa operazione sono i ragazzi del Liceo che, con la guida di insegnanti e di esperti, si cimentano nel decodificare i messaggi trasmessi dalle pietre per raccontare storie ed emozioni di un mondo lontano e insieme molto  vicino al nostro. L’incontro offre l’occasione per presentare i risultati della prima fase dei lavori in cui i ragazzi hanno svolto un ruolo attivo nella tutela del patrimonio. Gli studenti del Liceo Classico  sono al centro dell’esperienza realizzata in agosto nell’ambito dell’operazione coordinata dal laboratorio di restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Emilia Romagna. A fianco dei restauratori, i giovani si sono  impegnati con entusiasmo nell’intervento di pulitura della superficie delle epigrafi per restituire alle pietre il loro candore rimuovendo muschi, licheni e tracce di inquinamento atmosferico.

Il progetto, che vedrà la conclusione entro l’anno scolastico, proseguirà con la predisposizione di strumenti per la lettura delle epigrafi di tipo sia tradizionale (schede, opuscoli, giochi, visite guidate…), sia tecnologico: si potranno scaricare le notizie sullo Smart-phone e riascoltarle in Pod-cast. Prodotti che si rivolgono con un’attenzione particolare agli studenti delle scuola primaria e della scuola media, ma anche al pubblico adulto. Le pietre raccontano si avvale della collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e di Forum RiminiVenture che ha fortemente appoggiato l’iniziativa come opportunità importante per favorire la conoscenza per patrimonio della città da parte di tutti i suoi cittadini, a cominciare dai bambini e dai giovani. Lavori in corso, dunque, quelli che verranno illustrati nelI’incontro. ll programma prevede, oltre all’intervento degli studenti, la partecipazione di Filippo Maria Gambari (soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna), Massimo Pulini (assessore alla Cultura e Identità dei luoghi del Comune di Rimini), Maurizio Biordi (direttore dei Musei Comunali di Rimini), Lorenza Bonifazi (insegnante del Liceo Classico “Giulio Cesare” Rimini e coordinatrice del progetto) con Marzia Ceccaglia (collaboratrice dei Musei Comunali di Rimini), Renata Curina (funzionario Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna), Mauro Ricci (restauratore della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna) che illustreranno il progetto, nelle sue diverse fasi, e l’attività già svolta.


Marzia Ceccaglia condurrà la visita guidata al Lapidario riservata alle classi della  scuola secondaria di I grado “Panzini-Borgese” e della scuola primaria “L. Ferrari” di Rimini, che sono partner del progetto con il compito di testare in itinere i materiali prodotti. La cittadinanza, invitata a partecipare, potrà condividere un percorso di conoscenza e valorizzazione in cui compagni di viaggio sono i ragazzi con la Scuola, le Istituzioni, le famiglie, i riminesi e non solo.

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