Il Ris di Parma inchioda il feroce rapinatore della Asset Banca di San Marino

I rilievi antropometrici hanno permesso di identificare con certezza uno dei due malviventi entrati in azione nell'istituto di credito

Operazione congiunta dell'Arma dei Carabinieri e della Gendarmeria di San Marino per cattutare l'autore di una feroce rapina avvenuta in una banca del Titano. Dopo essere finito agli arresti una prima volta, e poi scarcerato dal Tribunale della Libertà, è stato nuovamente ammanettato Mariano Onofri, il bellariese 61enne ritenuto essere uno dei due autori della feroce rapina ai danni della Asset Banca di San Marino avvenuta il 16 novembre del 2016. In quella occasione, insieme a un complice ed entrambi travisati con delle maschere di silicone, avevano aggredito la vice direttrice dell'istituto di credito sammarinese per obbligarla ad aprire la filiale. La donna, infatti, era stata seguita nel parcheggio sotterraneo del Central Square e, una volta scesa dalla propria vettura, obbligata a condurre i rapinatori all'interno della banca ma, al momento di entrare, la vittima è riuscita a passare nella porta a bussola lasciando fuori i malviventi che sono scappati a bordo della 500 nera della dipendente.

Il video della rapina ripreso dalle telecamere a circuito chiuso

L'inchiesta delle forze dell'ordine italiane e sammarinesi ha permesso di scoprire che i due malviventi erano arrivati in Repubblica con una Afa 145 e, la gendarmeria, ha potuto risalire al proprietario dal numero della targa. Il veicolo è risultato intestato a un italiano residente a Meldola e, i carabinieri, lo hanno iniziato ad interrogare per chiedergli il motivo della sua trasferta a San Marino nella mattinata di lunedì. L'uomo ha ammesso di essere arrivato sul Titano spiegando, però, che il viaggio era stato per fare un favore a un suo amico, il 61enne di Bellaria, che doveva andare a ritirare una vettura nella Repubblica del Titano.

I due si sono incontrati in Italia e, insieme all'Onofri, era presente anche un'altra persona che, per tutto il viaggio, non ha parlato e, il meldolese, non ha saputo fornire nemmeno un nome. Dopo averli lasciati a San Marino, l'autista è ritornato in Italia. Gli inquirenti dell'Arma hanno fatto visionare all'uomo i filmati delle telecamere a circuito chiuso dell'Asset Banca dove, nonostante la maschera sul volto, il 61enne è stato riconosciuto dai vestiti così come il complice il quale è tutt'ora ricercato dalle forze dell'ordine. Arrestato, la prima ricostruzione degli inquirenti non aveva convito il Tribunale della Libertà che aveva accolto la richiesta della difesa di Onofri di scarcerarlo e, le indagini, erano così riprese.

Sul Titano erano arrivati gli esperti del Ris di Parma che, attraverso una ricostruzione tridimensionale del luogo della rapina, avevano identificato con certezza il 61enne per il quale è stata richiesta una nuova custodia cautelare in carcere. Nella mattinata di mercoledì, i carabinieri di Rimini si sono quindi presentati a casa del rapinatore per arrestarlo. Onofri, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine per rapina (commessa sempre a San Marino e per la quale aveva scontato una pena di 7 anni e 7 mesi) e reati legati agli stupefacenti, in questi due anni era nuovamente finito nei guai con la giustizia e si trovava con l'obbligo di dimora a Bellaria per il furto di una vettura.

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