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Sabato, 26 Novembre 2022
Cronaca Verucchio

Il Tribunale assolve Federico da Montefeltro per l'assalto alla rocca di Verucchio

La giuria ha ritenuto che quella del Duca di Urbino fu mera astuzia di guerra e strategia militare e “l’inganno” con cui nel 1462 espugnò la roccaforte dei Malatesta non ha rilevanza penale

Quella del Duca Federico da Montefeltro fu mera astuzia di guerra, strategia militare e “l’inganno” con cui nel 1462 espugnò la Rocca di Verucchio non ha rilevanza penale e quindi non merita condanna: è stata un’assoluzione schiacciante quella sancita dalla “Giuria della Storia” domenica nel Salone delle Feste dello stesso castello oggetto del capo di imputazione. Il numerosissimo pubblico presente all’evento conclusivo dell’ottava edizione della Festa della Storia si è pronunciato con ben 84 voti di “perdono” allo sfregio nei confronti di Sigismondo Pandolfo Malatesta  contro i 32 di condanna e il terzo Processo alla Storia organizzato dall’avvocato Lorenzo Valenti nell’ambito della manifestazione verucchiese ha visto prevalere ancora una volta le tesi difensive in una sorta di regalo di compleanno nel 600esimo anniversario della nascita dell’imputato. Così come era accaduto in precedenza a Gianciotto prima e Sigismondo poi.

D’altra parte, la storia e soprattutto le battaglie che l’hanno scritta sono infarcite di episodi di tal fatta e il professor Tommaso di Carpegna Falconieri che sosteneva le ragioni del Duca d’Urbino ne ha fatto man bassa, puntando l’attenzione in particolare sul cavallo di Troia per evidenziare come poi a Verucchio alla “furbata” non sia seguita alcuna strage di civili.

Il processo, che ha “rapito” per circa due ore curiosi e appassionati a mo’ di rappresentazione scenico-teatrale, aveva per protagonisti lo stesso Lorenzo Valenti nei panni del pubblico ministero, una Corte d’Assise costituita dalla sindaca nonché avvocatessa Stefania Sabba con il ruolo di presidente, dall’avvocato Gianguido Maggioli quale giudice a latere e dalla cancelliera Teresa Giotti, ex cancelliera del Tribunale di Rimini in pensione. Sul banco dei testimoni sono invece sfillati un soldato montefeltrano interpretato dall’attore di casa Marco Pier Giulio Magnani, il castellano di Verucchio riproposto da Alberto Guiducci e lo stesso duca Federico da Montefeltro “portato in scena” da Olivier Fabrice Gasperoni.

“Quello di domenica è stato il 12esimo Processo alla Storia a 11 anni di distanza dal primo che tenemmo l’8 dicembre 2011 al Teatro Vittoria di Pennabilli. In questo periodo sono sfilati alla sbarra personaggi quali Napoleone, Garibaldi, Robespierre, Marat e Danton, Che Guevara, Rasputin, Francesca da Rimini e la formula si è confermata ancora una volta accattivante e molto apprezzata: c’è stata infatti una numerosa e intensa partecipazione e il pubblico così partecipe è certamente un bello stimolo a proseguire in questa tradizione” commenta Lorenzo Valenti, che ringrazia “il Comune di Verucchio che ha voluto e coordinato l’appuntamento, Riviera Banca per il sostegno e Rocca Malatestiana e Ama Parco che hanno patrocinato l’iniziativa. 

“Abbiamo voluto fortemente questo nuovo Processo alla Storia, che mancava da oramai qualche anno dopo quelli a Sigismondo Pandolfo e Gianciotto Malatesta del pre Covid (oltre a quello al Pataca di Fellini nel 2020, centenario della nascita del grande regista) e ringraziamo l’amico avvocato Valenti e tutti coloro che si sono prestati a essere protagonisti di un bel momento che arricchisce il calendario della nostra Festa della Storia con un sipario di altissima qualità impreziosito dalla presenza dell’ospite illustre professor Tommaso di Carpegna Falconieri. E’ stata un’edizione ricca di novità e di momenti particolari, aperta dalle centinaia e centinaia di persone che non si sono lasciate sfuggire l’occasione di una visita guidata al nuovo scavo archeologico nel parcheggio della Scm Group che sta riportando in luce la via Ariminensis e chiusa nove giorni dopo da un salone della Rocca gremito e queste risposte del pubblico sono uno stimolo ad arricchire sempre più la nostra proposta culturale e turistica dodici mesi all’anno” commenta con orgoglio la sindaca Stefania Sabba.
 

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