menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Killer di Mozzate scrive dal carcere: chiede scusa a compagna e si preoccupa dei figli

In una accorata lettere alla sua attuale compagna, Dritan Demiraj annuncia di essere in galera "con onore" informandosi sullo stato di salute dei figli suoi e di quelli della donna che lo ha accompagnato a uccidere Lidia

In una lettera dal carcere, Dritan Demiraj chiede perdono alla sua ultima compagna e si scusa di averla messa in mezzo a quello che definisce "un guaio" senza "aver fatto nulla". Il killer di Mozzate, che lo scorso primo di marzo ha ucciso la sua ex compagna Lidia Nusdorfi, si apre nella missiva inviata a Monica e, soprattutto, chiede continue notizie sia dei propri figli, uno dei quali avuto con Lidia, e della famiglia della donna. Dal carcere Demiraj afferma di non essere "un vigliacco" e di affrontare la prigione "con onore". "Se un giorno uscirò dal carcere - scrive l'albanese - sarò a casa tua a suonare il campanello e spero che tu mi aprirai". Nella giornata di giovedì, intanto, gli inquirenti dell'Arma che indagano sull'omicidio hanno perquisito l'auto utilizzata da Demiraj per andare a Mozzate ad uccidere Lidia Nusdorfi. I rilievi dei carabinieri hanno dato esiti positi su tracce di Dna all'interno Lancia Y. Secondo quanto emerso dalle indagini, i militari dell'Arma hanno trovato elementi giudicati "interessanti" per riuscire a ricostruire una vicenda che presenta ancora molti lati oscuri. Il primo è proprio quello di scoprire chi si trovava all'interno della Lancia oltre a Demiraj e alla sua nuova fidanzata, una riccionese 35enne che, agli inquirenti, ha raccontato della presenza di una terza persona di nazionalità albanese. L'altro aspetto oscuro della vicenda è la scomparsa dell'ultimo fidanzato della Nusdorfi che è letteralmente sparito dalla circolazione senza lasciare traccia tanto che, della sua sparizione, si è occupata anche la trasmissione Chi l'ha Visto?. Sergio Mannina, questo il nome del ragazzo, era domiciliato in una casa di accoglienza di Bologna e, secondo quanto emerso, la sera dell'omicidio di Lidia sia Demiraj che le altre persone che si trovavano in auto con lui avrebbero fatto una tappa proprio nella città emiliana.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Sicurezza

Odore di fumo in casa, 5 trucchi per eliminarlo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RiminiToday è in caricamento