Le Fiamme Gialle di Rimini sequestrano oltre 1,6 milioni di prodotti cinesi

Oltre a orologi, bracciali, anelli, collane ed orecchini sono finiti sotto sigilli anche batterie e apparecchiature elettroniche non sicure

Prosegue l'operazione "Fake Buster" della guardia di Finanza di Rimini che, nell'ultimo meso, ha intensificato i controlli nei negozi per garantire la sicurezza dei prodotti messi in vendita. Gli ultimi due interventi, eseguiti il 19 e 22 gennaio, hanno visto le Fiamme Gialle visitare altrettanti negozi gestiti da cittadini bengalesi dove sono stati individuati e sequestrati complessivamente oltre 1.600.000 prodotti. Si tratta di articoli per lo più provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese, da considerarsi pericolosi per la salute del consumatore, sulla maggior parte dei quali è stata rilevata altresì l’omessa indicazione delle informazioni in lingua italiana riguardanti la composizione merceologica, la provenienza, i materiali impiegati, le istruzioni, nonché tutte le ulteriori prescrizioni d’impiego previste dal Codice del Consumo, dirette a garantire la corretta e completa informazione a beneficio dell’acquirente finale, relativamente alle caratteristiche dei beni riconoscibili in prodotti sicuri.

Assoluta importanza riveste la riscontrata assenza di tali informazioni soprattutto in relazione ai potenziali danni conseguenti al contatto con la pelle di alcuni prodotti sequestrati quali orologi, bracciali, anelli, collane ed orecchini, composti di materiali diversi tra metallo, gomma e legno, spesso destinati ad un’ampia platea di consumatori minorenni e, più in generale, per la sicurezza d’uso quali batterie non sicure o chiavette USB di incerta qualità e sicurezza tecnica. Per i due esercenti non in regola, si profilano, oltre alla possibile confisca della merce, le previste sanzioni pecuniarie che saranno applicate dalla Camera di Commercio di Rimini, alla quale gli stessi sono stati segnalati. In ordine alla provenienza degli articoli sono in corso gli opportuni approfondimenti di polizia economico-finanziaria mirati a verificare anche le eventuali responsabilità in capo agli importatori; su di essi, peraltro, ricade per legge l’obbligo di fornire ai propri distributori/clienti le schede di conformità e l’analisi di certificazione della qualità dei prodotti immessi in commercio. I risultati complessivamente raggiunti in queste prime settimane del 2018 testimoniano quanto sia alta l’attenzione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Rimini nell’attività di tutela dei consumatori e delle imprese che rispettano le regole del mercato.

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