Maxi-truffa per oltre 200mila euro ad una compagnia telefonica: 8 indagati

Chiusa con 8 indagati un'indagine della Polizia di Stato che ha permesso di smantellare una truffa per centinaia di migliaia di euro ai danni di una compagnia telefonica. "Spariti" 435 cellulari di ultima generazione

Chiusa con 8 indagati un’indagine della Polizia di Stato che ha permesso di smantellare una truffa per centinaia di migliaia di euro ai danni di una compagnia telefonica. Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, coordinati dal pm Cerioni, hanno notificato nel pomeriggio di venerdì l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 8 indagati accusati di organizzazione a delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti di truffa, sostituzione di persona e di falso in  scrittura privata.

Il sistema utilizzato dagli otto indagati – tutti residenti nelle province di Rimini, Pesaro e Ancona -   per indurre in errore, raggirare e truffare la compagnia telefonica era sempre il medesimo. Gli indagati recuperavano gli effettivi numeri di utenze e sim relativi a utenze intestate a una società già cliente (e del tutto ignara dell’operazione) e con quei numeri provvedevano alla compilazione di falsi contratti che prevedevano per le utenze indicate l’invio di telefoni cellulari di ultima generazione. I telefoni venivano quindi recapitati dalla società di telefonia alle società clienti presso un indirizzo diverso da quello reale. Ad attendere i telefoni vi erano i complici, che ritiravano i plichi appropriandosi in tal modo dei telefoni cellulari, che provvedevano a rivendere.

Gli otto indagati, avevano profili e ruoli diversi nell’ambito dell’organizzazione. Per la Polizia il capo ed organizzatore svolgeva un ruolo di coordinatore dell’attività illecita, compiendo personalmente le attività di ritiro dei cellulari, nonché la compilazione e l’invio dei falsi contratti; l’altro capo, invece, si dedicava ad acquisire i dati d’interesse delle ditte già clienti a nome delle quali richiedere l’invio dei cellulari, sfruttando il suo ruolo di agente commerciale della stessa società telefonica. Il terzo componente, invece, titolare di un esercizio commerciale di telefonia in Rimini forniva copie di documenti di identità e dati d’interesse di alcune ditte già clienti della società telefonica, utili per compilare i falsi contratti, e riceveva i telefoni provento delle truffe che rivendeva coi suoi canali commerciali. Gli altri cinque, invece, fornivano supporto logistico e si occupavano del ritiro dei cellulari spediti dalla società presso indirizzi di comodo a mezzo corriere.

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Il sistema di truffa è stato ripetuto oltre 70 volte, tra il 2013 e il 2014 a Rimini, nei confronti di numerose società, riuscendo così ad “ottenere” indebitamente 435 smartphone, provocando un danno patrimoniale alla società di telefonia di circa 200 mila euro.

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