Neve, tutti i numeri dell'emergenza. Ora si guarda al futuro

Due milioni di euro stanziati dalla Regione per far fronte all’emergenza e la richiesta al Governo di una proroga dei termini per i previsti adempimenti da parte delle imprese nei confronti di Agenzia delle Entrate, Inps e Inail

Due milioni di euro stanziati dalla Regione per far fronte all’emergenza e la richiesta al Governo di una proroga dei termini per i previsti adempimenti da parte delle imprese nei confronti di Agenzia delle Entrate, Inps e Inail”. Parole dell’assessore regionale alla Sicurezza territoriale, difesa del suolo e della costa e protezione civile, Paola Gazzolo, che ha illustrato in Aula gli interventi messi in atto dall’amministrazione regionale per far fronte all’emergenza neve di queste settimane.

“Durante i giorni dell’emergenza – ha rilevato l’assessore - hanno operato oltre duemila volontari delle squadre dei nove coordinamenti provinciali. Nelle province più colpite (Rimini e Forlì-Cesena) sono entrati in azione 435 mezzi, sono state evacuate 387 persone, sono stati svolti 84 sopralluoghi. Impegnati anche 12 ingegneri strutturisti del Servizio tecnico di Bacino Romagna e tecnici del Servizio geologico, sismico e dei suoli della Regione. Consistente anche l’impegno del servizio 118 regionale che ha fatto fronte ad un notevole aumento delle richieste di soccorso (16,5% in più di interventi)”.

“Complessivamente, ad oggi – ha proseguito l’assessore -  hanno operato sul territorio emiliano-romagnolo squadre provenienti dai nove coordinamenti provinciali del volontariato di Protezione civile per un totale di oltre duemila volontari. Per la prima volta è intervenuto nella gestione dell’emergenza neve e gelo anche il Servizio tecnico di Bacino Romagna, con 12 ingegneri strutturisti per supportare le verifiche di stabilità degli edifici in affiancamento ai Vigili del fuoco e dei tecnici dei Comuni. Nello specifico, si sono svolti 84 sopraluoghi nel territorio di 24 comuni (tra le strutture verificate: 25 scuole, 18 sedi istituzionali, 13 caserme, 21 strutture private e 8 istituti di culto). A fianco dei professionisti del Servizio Tecnico di Bacino Romagna hanno prestato la loro opera anche alcuni tecnici del Servizio geologico, sismico e dei suoli della Regione, impegnati in una preziosa attività di raccolta e aggiornamento dei dati per consentire in tempi rapidi l’elaborazione di un quadro preciso della criticità in corso e, soprattutto, garantire un veloce avvio delle istruttorie per gli interventi urgenti a favore dei Comuni”. L’assessore ha poi ricordato “che le sospensioni delle attività didattiche non hanno compromesso la validità dell’anno scolastico”.

Per quanto riguarda l’andamento delle nevicate, i massimi sono stati raggiunti nel settore orientale della regione, con particolare riferimento all’Appennino forlivese, cesenate e all’Alta Valmarecchia, con valori di precipitazione cumulata di 250-300 centimetri; nei capoluoghi è stato superato il metro di altezza (nella città di Forlì sono caduti 150 centimetri); nel settore centrale della Regione sono stati registrati valori cumulati intorno agli 80-90 centimetri nelle città di Bologna, Modena, Reggio Emilia e spessori anche superiori al metro nella fascia collinare e montana; nel settore occidentale, province di Parma e Piacenza, sono stati registrati complessivamente valori minori, con cumulate al suolo per l’intero periodo dell’evento di 15 cm nella fascia di pianura e valori medi intorno ai 45 centimetri nell’Appennino parmense.
 
“Plauso ai Comuni della montagna che – ha detto Luca Bartolini (Pdl) – hanno dimostrato una rete solidaristica maggiore rispetto ad altre realtà”. Per Bartolini, in questo piano di interventi “ci sono luce ed ombre, che saranno di stimolo per una riflessione e una valutazione successiva”. Il consigliere, in particolare, ha ricordato i disagi subiti dai pendolari (treni in ritardo o cancellati) e auspicato interventi in favore delle imprese agricole e zootecniche.

Per Giovanni Favia (Mov5stelle) la preoccupazione maggiore è il dopo: scioglimento della neve e portata delle acque. A questo proposito, il consigliere ha chiesto alla Giunta un’ordinanza rivolta ai Comuni per individuare siti o zone ad uso di ricarica falde. Favia ha poi evidenziato “il problema sale che avrà conseguenze sull’ecosistema e sulla manutenzione delle strade”.

Roberto Piva (Pd) ha rimarcato il ruolo positivo svolto dai piccoli Comuni. “L’assistenza e la solidarietà di queste piccole realtà – ha detto Piva - è stato il punto di forza della macchina organizzativa”. Il consigliere ha poi auspicato un aiuto al mondo produttivo “anticipando i crediti che le aziende hanno nei confronti degli Enti pubblici”.

Anche Marco Lombardi (Pdl) ha sottolineato la solidarietà emersa in questa emergenza, che ha coinvolti tutti i soccorsi, in particolare nella Valmarecchia. Il consigliere, dopo aver chiesto spiegazioni sul perché gli autobus delle Fer viaggiavano nelle strade innevate e non i treni, ha poi sollecitato maggiore chiarezza nelle disposizione dell’Agenzia delle Entrate per i tributi delle imprese.

Andrea Pollastri (Pdl)  ha espresso apprezzamento per la grande mobilitazione di tutti gli organismi e dei volontari in questa situazione di emergenza. “Anello debole di questa emergenza – ha detto – le ferrovie”. Pollastri, infine, ha segnalato le problematiche riguardanti il manto stradale nella provincia di Piacenza.

Gabriele Ferrari (Pd) ha espresso “apprezzamento e assoluta condivisione del lavoro fatto a fronte di un evento straordinario”. Ferrari ha poi chiesto maggiore chiarezza da parte del Dipartimento della Protezione civile nazionale e di rivedere l’attuale normativa.

Per Monica Donini (Fds) “il sistema ha funzionato e nessuno è rimasto solo”. Per la consigliera, inoltre, il sistema di controllo e di previsione ha dato i suoi effetti positivi, come anche il sistema informativo per i cittadini e il coordinamento di relazioni tra i vari organi preposti all’emergenza”.

Critico, invece, Mauro Manfredini (Lega nord). Il consigliere ha parlato di “paralisi di Comuni, cittadini ed imprese in ginocchio, scuole chiuse, strade impraticabili e scarsità di mezzi per affrontare l’emergenza neve”. Il consigliere ha poi auspicato “un monitoraggio della Protezione civile regionale per affrontare al meglio, nel prossimo futuro, questo tipo di emergenza”.

Molto critico anche Fabio Filippi (Pdl). Il consigliere ha ricordato gli enormi disagi subiti dai pendolari e dai cittadini per l’inefficienza del trasporto pubblico ferroviario che non ha gestito in modo adeguato la fase del maltempo. Filippi ha poi criticato “l’eccessivo numero di dirigenti Fer (16) rispetto agli addetti alla manutenzione delle linee”. Marco Barbieri (Pd) ha auspicato, per quanto riguarda la fase 3, di inserire anche regole certe al fine di mantenere il buon lavoro fatto.

Sandro Mandini (Idv), che ha presentato una risoluzione sull’emergenza neve, ha evidenziato il buon livello organizzativo messo in campo dell’amministrazione regionale e deprecato i problemi riscontrati nel sistema ferroviario. “Mi auguro – ha detto Mandini - che l’attuale Governo nazionale prenda coscienza di queste problematiche e metta a disposizione le risorse necessarie per affrontare le emergenze nei trasporti e, in particolare, i danni subiti dal tessuto economico”.

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