Morto il cucciolo di delfino nato al Parco Oltremare

Non ce l'ha fatta il delfino nato al Parco Oltremare di Riccione. L'animale è deceduto a una settimana dalla nascita. Ne dà notizia l'Enpa, che ha chiesto l'intervento dei Nas

Non ce l'ha fatta il delfino nato al Parco Oltremare di Riccione. L'animale è deceduto a una settimana dalla nascita. Ne dà notizia l'Enpa, che ha chiesto l'intervento dei Nas, ministero della Salute e dell'Ambiente e dei forestali "per verificare - scrive - le cause del decesso e se le condizioni di detenzione soddisfino le normative". E' il secondo decesso nel parco di Riccione: un mese fa è morto il garampo Mary G. Su quest'ultimo episodi c'é un'indagine della Procura di Rimini.

Le indagini post-mortem verranno effettuate dai patologi della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Padova da noi tempestivamente allertata. "La nascita di un delfino - spiega in una nota Oltremare - è purtroppo anche in natura un evento delicatissimo caratterizzato da un elevato tasso di mortalità: molti cuccioli non sopravvivono a 24 ore dal parto, e per tutto il primo anno di vita il tasso di sopravvivenza è del 60%. In primo mese di vita è particolarmente rischioso e nell’ambito del primo mese la prima settimana è quella più critica. Il Parco Oltremare, per dare la massima assistenza possibile alla madre durante la gestazione e il parto e al cucciolo dopo la nascita, ha realizzato rilevanti investimenti sia strutturali che sul personale addetto alla cura dei cetacei".
 
"In particolare - si legge ancora - è stato potenziato il team dei biologi (4 biologi e altrettanti studenti di Facoltà scientifiche), veterinari (3 veterinari dedicati), e addestratori (7 addestratori) più un team di consulenti americani, che, a partire dal giorno della nascita hanno tenuto sotto osservazione mamma e cucciolo 24 ore su 24, monitorando la funzionalità respiratoria e l’efficienza dell’allattamento, parametri fondamentali per valutare la salute del neonato. Infine, la vasca per la cura dei delfini è stata dotata di un fondo mobile, un investimento importante che permette l’accesso immediato ai delfini consentendo interventi repentini".
 
"Tutto questo non è stato tuttavia sufficiente per salvare la vita del cucciolo nonostante le analisi del sangue effettuate in questi giorni fossero normali. Questa settimana ci ha però consentito di raccogliere importanti dati sulla biologia riproduttiva e neonatale in questa specie - prosegue la nota -. Tutto lo staff di Oltremare, con profondo dispiacere, è adesso concentrato nell’osservazione della madre, la quale viene assistita anche dal resto dei delfini e in particolare dall’esemplare più anziano".

Non solo brutte notizie. Silvia, Serena e Isabella - tre esemplari di carretta carretta, la tartaruga comune - torneranno a nuotare nelle acque di Ortona, in provincia di Chieti. Ad accompagnarle in mare il Centro Studi Cetacei e il parco Oltremare di Riccione, che hanno siglato di recente una convenzione per la cura delle tartarughe marine.

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