Il Cammino di Santiago 2015 parte da Saludecio con La Pedivella

Gli amici de La Pedivella tornano sul cammino di Santiago per il quindicesimo anno, questa volta partendo proprio da Saludecio

Gli amici de La Pedivella tornano sul cammino di Santiago per il quindicesimo anno, questa volta partendo proprio da Saludecio. "Santo Amato Ronconi per ben quattro volte arrivò a Santiago de Compostela e conobbe il mondo e ne portò a casa l’essenza: “l’amore per il prossimo” - afferma Vinicio Zeppilli de "La Pedivella" -. Facendo suoi gli insegnamenti di San Francesco, si mise a servizio degli ultimi, in tutto e per tutto".

Continua Zeppilli: "Aprì la porta di casa sua ai poveri e ai pellegrini, e alla fine, in punto di morte, la donò, dando istruzione che venisse destinata ad accogliere, ancora e per sempre, loro: i poveri. Quello che più stupisce è che ancora oggi, dopo 700 anni, quel luogo è così, la sua casa ospita gli anziani del paese e accanto ad essa c’è, ed è funzionante, l’Hospitale che accoglie i pellegrini. Da lì, dalla sua casa, dal suo comune, dalla sua parrocchia, ai piedi dell’urna che custodisce il suo corpo, indossando la mantellina a lui dedicata, hanno cominciato a camminare o pedalare i pellegrini de La Pedivella del 2015".

"La suggestiva cerimonia della benedizione dei pellegrini, simile a quella che si impartiva nel medioevo, ai tempi di Amato, ha dato un segno nuovo al cammino, una spinta nuova. La meta: Santiago, arriverà dopo tantissimi chilometri, come la santificazione di Amato che ha impiegato 722 anni ad arrivare - chiosa -. Ma alla fine la soddisfazione sarà grande, come quella dei saludecesi, come quella di tutta la diocesi, di tutta la Romagna, di tutti i pellegrini: ora abbiamo un santo-pellegrino".

"A luglio a piedi e tra qualche giorno in mountain bike, quelli de La Pedivella torneranno in terra di Spagna per aiutare concretamente quanti, per età o salute, non ce la farebbero da soli - prosegue -. Lo fanno dal 2000, meritando il riconoscimento degli “addetti ai lavori” per l’opera di diffusione dello “spirito pellegrino”, testimoniata, insieme alla grandezza della figura di Amato Ronconi, nei convegni di questi giorni dedicati al Pellegrino delle Stelle, che ha visto la partecipazione di Paolo Caucci, rettore della Confraternita di San Jacopo e di Adolfo Morganti scrittore e studioso del mondo dei pellegrinaggi".

"Momenti di raccoglimento, la visita alla sua casa e alla reliquia lì custodita, film, concerti e illustrazioni di mostre, hanno completato il cartellone delle celebrazioni in onore del Santo di Saludecio - aggiunge Zeppilli -. Ma è ora di andare,  di partire, di raccogliere l’invito di Amato a lasciare le certezze di casa propria, per provare ad incontrare “l’umanità” che c’è in ogni persona, a cercare di “estrarre” quella che c’è dentro di noi. Sperimentando la precarietà, la fatica, le difficoltà, ma anche la solidarietà, l’amicizia, la capacità di abbandonarsi con fiducia nelle mani della Provvidenza, perché come diceva San Francesco  “Tanto è il bene che m'aspetto che ogni pena m'è diletto"".

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"Diverse le possibilità offerte da La pedivella, per arrivare sulla tomba di San Giacomo, si potranno percorrere 160 km nei punti più importanti e suggestivi del cammino o solo gli ultimi 100, viaggiando con lo zaino in spalla o senza, dormendo negli ostelli o nei piccoli alberghi già prenotati - conclude -. Tutto affinché ognuno possa vivere il sogno di camminare seguendo la Via Lattea, come milioni di pellegrini fino a oggi, calpestando le stesse pietre, stupendosi della maestosità delle stesse chiese, con la stessa meta, con gli stessi intenti".

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