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Sanità, Lusenti presenta il Piano straordinario di sostenibilità

Un Piano straordinario di sostenibilità per difendere la sanità emiliano-romagnola, senza ricorrere a tagli dei servizi e senza aumentare ticket e tasse regionali

Un Piano straordinario di sostenibilità per difendere la sanità emiliano-romagnola, senza ricorrere a tagli dei servizi e senza aumentare ticket e tasse regionali. E’ la scelta della Regione di fronte a un 2013 in cui per la prima volta il Fondo sanitario nazionale sarà in valori assoluti inferiore a quello dell’anno precedente, con un definanziamento per l’Emilia-Romagna di 260 milioni da recuperare in un solo esercizio.

“Una  frattura radicale - ha spiegato l’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti –  di cui abbiamo scelto di  farci carico come sistema, facendo ognuno la propria parte, in modo sostenibile e appropriato,  salvaguardando una visione di prospettiva e continuando nel processo di innovazione e qualificazione in corso”.

Il Piano è stato oggetto nelle scorse settimane di un articolato confronto con le rappresentanze professionali, sindacali e sociali del mondo sanitario e illustrato questa mattina ai componenti della Commissione assembleare per la salute e le politiche sociali.  Quattro le azioni principali – tariffe, turnover, convenzioni, contratti per beni servizi -  ma anche, come ha sottolineato l’assessore “il proseguimento di quelle azioni di efficientamento che ci permettono di chiudere in pareggio il 2012 nonostante il taglio di 67 milioni di euro della spending review a settembre”.

La scelta di difendere i servizi senza “gravare sulle spalle dei cittadini” si accompagna a un‘altra scelta importante fatta dalla Regione con il Bilancio di previsione 2013 di destinare alla sanità emiliano-romagnola risorse proprie aggiuntive pari a 150 milioni di euro e confermando il finanziamento di 70 milioni per il Fondo per la non autosufficienza (che potrà contare anche quest’anno su 430 milioni di euro). In questo modo è stato contenuto uno scostamento che altrimenti avrebbe toccato i 410 milioni di euro, e che è il risultato dell’effetto congiunto delle due manovre dell’estate 2011, della spending review e della legge di stabilità che a livello nazionale prevede per la sanità 600 milioni in meno nel 2013 e 1 miliardo nel 2014.

Cosa prevede il Piano straordinario di sostenibilità
Quattro azioni principali per garantire anche nel 2013 l’equilibrio finanziario, evitando il rischio concreto di incorrere in un Piano di rientro (le conseguenze sarebbero gravi: tetto massimo per ticket e tassazione regionale; azzeramento del turnover), senza arretrare sulla qualità dei servizi e dell’innovazione.  Il tema pur importante dei posti letto, “non è la vera emergenza al momento” – ha sottolineato Lusenti, ricordando che  manca ancora la proposta del Governo, inizialmente prevista per la fine di ottobre, solo dopo la quale potrà essere messo a punto il documento regionale. Tenendo conto dell’iter previsto, la valutazione è che la manovra non produrrà comunque alcun effetto concreto prima della metà del 2013.

Tariffe
La Regione allineerà la tariffe ospedaliere con cui remunera le prestazioni di ricovero fatte dalle strutture pubbliche e private accreditate alla tariffa unica nazionale. Attualmente l’Emilia-Romagna ha tariffe mediamente più alte e la spending review stabilisce che dal 2013 la differenza rispetto alla tariffa unica nazionale andrà a pesare sui bilanci regionali.
Contemporaneamente la Regione ha deciso di modificare l’attuale articolazione tariffaria, passando da due a tre livelli di tariffe. Va sottolineato che già oggi la maggior parte delle Regioni ha un sistema tariffario che va da un minimo di tre a un massimo di sei livelli tariffari.

Turnover del personale
Negli ultimi 13 anni il personale della sanità emiliano-romagnola è cresciuto ininterrottamente anno su anno, categoria su categoria. Da qui la scelta di coprire il turn over in modo articolato, salvaguardando al massimo il personale addetto all’assistenza.

Un “tavolo” sul rinnovo del contratto integrativo regionale per i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta
La Regione ha proposto di avviare un confronto con le rappresentanze sindacali dei Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta, Medici di continuità assistenziale e specialisti ambulatoriali sul contratto integrativo regionale che vale 90 milioni di euro, per rivedere l’attuale sistema di incentivi, eliminando da un lato le sovrapposizioni che nel tempo si sono create con il livello nazionale e dall’altro individuando obiettivi più innovativi e utili alla qualificazione del sistema.

Beni e servizi
In questo caso si tratta di un adempimento imposto dalla legge nazionale. La spending review ha imposto alle Aziende sanitarie il recupero del 5% sui contratti in essere per la fornitura di beni e servizi. Dall’1 gennaio in base alla legge di stabilità questa percentuale viene portata al 10%.

TAGLI - “Ciascun pezzo del sistema sanitario regionale (pubblico e privato) dovrà fare la sua parte e caricarsi un pezzo di sostenibilità del sistema: dovremo dividerci i sacrifici ”, afferma usenti, in una informativa alla commissione regionale "Politiche per la salute e politiche sociali", presieduta da Monica Donini, sugli effetti delle manovre nazionali di riduzione della spesa sanitaria (-260 milioni per la Regione Emilia-Romagna), le ricadute e le misure da intraprendere.

Quattro gli interventi che la Regione mettere in campo, a partire dal 2 gennaio 2013, per coprire i tagli decisi a livello nazionale: tariffe dei ricoveri ospedalieri pubblici e privati (saranno rimodulate su tre livelli e adeguate a quelle decise a livello nazionale, TUC); rimodulazione del turnover del personale azienda per azienda (gli interventi riguarderanno in particolare l’ambito amministrativo, salvaguardando quello sanitario); revisione delle convenzioni (medici medicina generale, guardia medica, pediatri) secondo gli obiettivi della Convenzione nazionale del 2010 (è aperto un tavolo di confronto). Per ultimo, tagli del 10% su beni e servizi, in applicazione della legge nazionale di stabilità.

“E’ una cura dura e necessaria- afferma l’assessore-. La nostra scelta è quella di non introdurre tassazione, ma di salvaguardare il welfare e la qualità dei servizi che diamo ai cittadini. Nessuna volontà– conclude Lusenti– di creare condizioni diverse o penalizzazioni tra pubblico e privato, anzi ci sarà attenzione ai produttori privati che sono all’interno del sistema”.

“Forti preoccupazioni" per la sostenibilità del sistema privato, derivanti dalla nuova tariffazione, e anche per le conseguenza che i tagli avranno sull’occupazione nelle medesime strutture private, sono state espresse dai consiglieri Galeazzo Bignami e Alberto Vecchi (Pdl) e Silvia Noè (Udc). I consiglieri hanno anche evidenziato le conseguenze negative che un sistema privato penalizzato avrà su quello pubblico. Sempre per il privato, Paola Marani (Pd) ha parlato di un pezzo fondamentale per l’intero sistema sanitario regionale, auspicando a questo riguardo "maggiore attenzione". Roberto Piva e Giuseppe Paruolo (Pd) hanno riconosciuto all’assessore correttezza e chiarezza. Paruolo ha poi auspicato un miglioramento qualitativo del sistema informatizzato del servizio sanitario regionale.

Per Marco Carini (Pd), “prima o poi dovremo fare una riflessione sulla possibilità di una compartecipazione alla spesa dei cittadini”. Sui tagli dei posti letto, l’assessore Lusenti ha precisato che al momento la priorità assoluta sono i tagli delle risorse: “Ci sarà tempo– ha concluso – per affrontare anche questo tema”.

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