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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Pioggia dorata e "neve" al Lady Godiva, gli accusati si difendono davanti al gip

Interrogatorio di garanzia per tre dei principali indagati dell'operazione "Privè" della polizia di Stato

Rigettano ogni accusa i principali indagati dell'operazione "Privè" della polizia di Stato che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha stroncato un vasto giro di prostituzione e spaccio di droga nel night riminese Lady Godiva. Nell'interrogatorio di garanzia, che si è tenuto venerdì amttina davanti al Gip, il titolare del noto locale Rodolfo Luciani, difeso dall'avvocato Piero Ippoliti, ha ribadito davanti al magistrato di non aver mai tollerato lo spaccio di stupefacenti allinterno del night e, allo stesso temo, di non aver mai avuto rapporti coi presunti spacciatori. Solo in una occasione, e in forma privata, avrebbe consumato una dose di cocaina nel locale. Per quanto riguarda le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, invece, l'imprenditore 70enne si è difeso spiegando come avesse vietato espressamente alle ragazze che si spogliavano al Lady Godiva di avere rapporti sessuali coi clienti e, proprio per questo, aveva fatto installare delle telecamere all'interno dei privè con un dipendente che controllava il rispetto delle regole. Solo 2 sarebbero gli episodi di sesso contestati a Luciani avvenuti nella penombra degli stanzini riservati. Anche sul fatto che le "figuranti di sala" si allontanassero dal night in compagnia dei clienti, il 70enne ha ribadito che per il locale era un danno.

IL VIDEO DEL BLITZ AL LADY GODIVA

Di ben altro tenore, tuttavia, sono le accuse mosse dagli inquirenti sul fronte del favoreggiamento e dello sfruttamento della prostituzione. Secondo quanto emerso, infatti, le ragazze parlavano tra loro delle varie tariffe in vigore che, dai 50 euro per 10 minuti nel privè, lievitavano fino a 4/500 euro per intrattenersi coi clienti fuori dal night e, a questi, si doveva aggiungerne altrettanti da versare alla proprietà. Parecchie le perversioni che si potevano soddisfare e, tra queste, non è mancato un facoltoso frequentatore del Lady Godiva che, da una ragazza, ha preteso la celebre "doccia dorata". Il tutto, sempre secondo le accuse, condito da sniffate di cocaina.

Operazione "Privè", sigilli al Lady Godiva

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