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Questo fidanzamento non s'ha da fare: famiglia stalker nei guai

Non accettavano la relazione della figlia. Così per oltre due anni hanno reso impossibile la vita della coppia fino a quando i malcapitati non hanno deciso di rivolgere ai Carabinieri.

Non accettavano la relazione della figlia. Così per oltre due anni hanno reso impossibile la vita della coppia fino a quando i malcapitati non hanno deciso di  rivolgere ai Carabinieri. Nei guai sono finiti un pensionato di 72 anni, la moglie di 61 e il figlio di 37, colpiti da un’ordinanza di applicazione di misura coercitiva non detentiva, del divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese ed alla loro abitazione.

I genitori, dal marzo del 2011 e sino al dicembre scorso, hanno osteggiato la relazione sentimentale e le scelte di vita della loro figlia 22enne, con minacce, ingiurie, calunnie, pedinamenti, molestie e aggressioni. Mesi da incubo anche per il suo convivente e familiari di quest’ultimo, costretti a vivere in un perdurante e grave stato d’ansia e di paura, fino a costringerli a cambiare le loro abitudini di vita.

In particolare la famiglia della ragazza, non accettando che fosse andata a vivere con la famiglia del fidanzato, inizialmente avevano provato a convincerla a ritornare sui suoi passi, promettendole che erano cambiati, che le avrebbero consentito di far tardi la sera e vivere serena la sua relazione. Ma quando la giovane rifiutò di rispondere alle loro telefonate e di incontrali, allora il gruppo cominciò ad accusare il fidanzato e la sua famiglia di averla plagiata, sequestrata e costretta a non vedere più i suoi familiari.

Così il terzetto ha cominciato a seguire il nuovo nucleo familiare della ragazza, minacciando loro di fargli del male, di rivolgersi a dei gruppi stranieri per vendicare l’offesa subita e, addirittura, di bruciar loro la barca. Poi li tempestavano di telefonate e messaggi minatori. Non paghi li hanno seguiti, anche sul luogo di lavoro ove anche la ragazza ha trovato nuovo impiego, inguirandoli e accusandoli falsamente di aver sequestrato la ragazza o di averla “comprata” con il lavoro.

Tra l’estate e l’autunno gli episodi di scontro ed aggressione si sono intensificati fino ad arrivare al punto che la 22enne ha deciso di incontrare i suoi genitori per chiarire definitivamente la vicenda. In un appuntamento ha chiaramente detto alla madre (che voleva abbindolarla con un pc come regalo per il suo compleanno) che non voleva più avere rapporti con loro, che le stavano rovinando la vita e molestando pesantemente anche la sua nuova famiglia.

La madre ha cominciato ad ingiuriarla, aggredendo anche il "suocero" che si era schierato dalla parte della ragazza. La "suocera", allora, ha chiamato i carabinieri, facendo il resoconto sulle minacce ed ingiurie che la famiglia stalker rivolgeva alla ragazze ed al fidanzato (sceso per sincerarsi dell’accaduto) ed al suo nucleo familiare. Non soddisfatti i 3 stalker si sono portati nella Caserma dei Carabinieri di Rimini-via destra del porto, denunciando falsamente che sono stati aggrediti dai familiari acquisiti della figlia.

Le indagini ed i riscontri eseguiti dai carabinieri, però, hanno dimostrato la falsità delle accuse dei 3, così come i testi degli sms conservati dalle vittime e le testimonianze genuine fornite da coloro che , nel tempo, avevano assistito alle aggressioni dei genitori di lei nei confronti dei suoi suoceri. Martedì, finalmente l’epilogo: ai componenti della famiglia stalker è stato vietato di comunicare con le persone offese con qualsiasi mezzo, di non avvicinarsi ai loro luoghi di lavoro ed alla loro abitazione, mantenendo una distanza di un chilometro dalle vittime e dai luoghi da loro abitualmente frequentati.

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