Ecomafia del cemento, Rimini è prima in Emilia-Romagna

Nel corso del 2011, invece, l'illegalità legata al ciclo del cemento ha fatto registrare 145 infrazioni, 248 persone denunciate e 67 sequestri effettuati nel solo 2011

In Emilia-Romagna nel 2011 si registrano 1.030 infrazioni accertate con 1.240 persone denunciate e 347 sequestri effettuati: sono i numeri delle ecomafie, con Rimini al primo posto a livello regionale secondo  il rapporto Ecomafia 2012, edito da Edizioni Ambiente, con la prefazione di Roberto Saviano dedicata a Falcone e Borsellino e a tutte le vittime degli attentati mafiosi che venti anni fa sconvolsero il Paese.

IN ITALIA. In Italia 33.817, tanti sono stati i reati ambientali scoperti nel 2011, quasi 93 al giorno, il 9,7% in più rispetto al 2010. Aumentano i reati contro il patrimonio faunistico, gli incendi boschivi, i furti delle opere d’arte e dei beni archeologici. Triplicano gli illeciti nel settore agroalimentare. Gli ecocriminali nel 2011 hanno accumulato 16,6 miliardi di euro.

Questi i numeri dell’attacco smisurato al Belpaese e al suo patrimonio ambientale, paesaggistico e artistico da parte di ecocriminali e ecomafiosi che saccheggiano e distruggono il territorio mettendo in pericolo la salute dei cittadini e il futuro del Paese, descritti dal rapporto Ecomafia 2012. L’indagine annuale di Legambiente sull’illegalità ambientale fotografa anche quest’anno una situazione grave e impressionante, contrastata con impegno dalle forze dell’ordine che nel 2011 hanno effettuato 8.765 sequestri, 305 arresti, con  27.969 persone denunciate.

La maggior parte dei reati registrati riguarda ancora una volta le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, con la Campania in testa, seguita da Calabria, Sicilia e Puglia. Mantiene in quinto posto il Lazio, mentre la prima regione del nord in classifica è la Lombardia seguita dalla Liguria.

In EMILIA-ROMAGNA. La situazione dell’Emilia-Romagna resta più o meno stabile rispetto allo scorso anno: la nostra regione rimane salda all’11° gradino nella classifica generale dell’illegalità, registrando 1.030 infrazioni accertate, pari al 3% del totale nazionale, 1.240 persone denunciate, una persona arrestata e 347 sequestri effettuati nel 2011.

Gli illeciti legati al ciclo dei rifiuti sono numerosi anche in Emilia-Romagna: nel corso del 2011 sono state 234 le infrazioni accertate in regione. Bologna è la prima provincia per infrazioni nella gestione dei rifiuti, seguita da Rimini con 42 infrazioni, 45 denunciati e 11 sequestri. Nel corso del 2011, invece, l’illegalità legata al ciclo del cemento ha fatto registrare 145 infrazioni, 248 persone denunciate e 67 sequestri effettuati nel solo 2011. Tra le province emiliano-romagnole Rimini detiene il primato negativo, seguita da Forlì-Cesena e Bologna.

La nostra regione purtroppo non è immune nemmeno al fenomeno dell’infiltrazione mafiosa nei circuiti legali. L’ultima relazione annuale della Direzione nazionale antimafia conferma la presenza delle imprese mafiose negli appalti, nelle speculazioni immobiliari, nel traffico illegale di rifiuti: “La ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale italiana che, oggi, più di ogni altra è riuscita a infiltrarsi in regioni del Centro-Nord, e segnatamente in Emilia-Romagna e in Toscana”. I magistrati dell’Antimafia puntano l’attenzione soprattutto sulle attività dei clan nel settore immobiliare e del riciclaggio del denaro sporco, estorsioni e usura soprattutto a opera della ‘ndrangheta e della camorra.

Secondo Emilio Ledonne, procuratore generale di Bologna, non solo nelle province dell’Emilia-Romagna le organizzazioni mafiose ci sono, ma vogliono “insediarsi stabilmente per acquisirne le più importanti attività economiche”. Il Pg, all’apertura dell’anno giudiziario non usa mezzi termini parlando di “Pax mafiosa in regione” e denunciando un “aumento di fenomeni corruttivi anche rilevanti” nella nostra regione.

“La nostra regione, nonostante non sia tra quelle più colpite, registra un numero di reati ambientali sempre crescente che ci costringe a tenere alta l’attenzione sull’illegalità”, afferma  Marco Sebastiano, direttore di Legambiente Emilia-Romagna. “In questa battaglia Legambiente è in prima linea, come testimonia il nostro impegno quotidiano di denuncia ma anche quello in sede giudiziaria grazie al CEAG, il nostro Centro di Azione Giuridica. Invitiamo le istituzioni a non abbassare la guardia sulle infiltrazioni mafiose, un fenomeno sempre più diffuso anche se poco appariscente, poiché ogni arretramento sulla cultura della legalità è sempre difficile da recuperare: per questo la nostra associazione è spesso a fianco di Libera e supporta il lavoro di chi denuncia, come il coraggioso presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, Enrico Bini”.

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