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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Mondaino

Referendum in Valconca, Saludecio dice no, gli altri due sì: matrimonio a tre in forse

Si è concluso nella notte tra domenica e lunedì lo spoglio delle schede per l'accorpamento dei comuni di Saludecio, Mondaino e Montegridolfo

Vittoria del Sì nel referendum che, domenica, ha chiamato alle urne i cittadini di Saludecio, Mondaino e Montegridolfo che si sono espressi sulla fusione delle tre amministrazioni. Il primato percentuale spetta a Mondaino, con 601 votanti a entrambi i quesiti (sulla fusione e sul nome da scegliere per la nuova aggregazione in caso di prevalenza dei si), pari al 52,77%. A Montegridolfo hanno votato 439 persone su 853 aventi diritto, il 51,46%. A Saludecio, il comune più grande con 2.585 elettori, il dato più basso con 1.052 votanti, ovvero il 40,7%: 439 elettori, pari al 41,77%, si è espresso favorevolmente, mentre il 58,23% ha votato no. A Mondaino il sì ha toccato il 69,48%, pari a 412 votanti, mentre in 118 hanno votato per il no (30,52%). A Montegridolfo schiacciante supremazia del sì, con il 92,89% (405 elettori), contro il 7,11% per il no (31 aventi diritto al voto). Contestualmente è stato scelto anche il nome per la nuova realtà amministrativa e, gli elettori, hanno votato a maggioranza la denominazione di Trecastelli di Romagna. Toccherà adesso alla Giunta Regionale dell'Emilia Romagna valutare i risultati del referendum e dare corso alle decisioni dei cittadini.

"Il referendum sulla fusione tra Saludecio, Mondaino e Montegridolfo - commenata Galeazzo Bignami, presidente gruppo FI Regione Emilia-Romagna - consegna un risultato problematico. Il sì I vince a Montegridolfo e Mondaino (tra l'altro in condizioni molto particolari in quanto in questi due Comuni governa una lista unica, pertanto la decisione di andare a fusione è avvenuta senza che la presenza di una opposizione potesse contrastarla), mentre il no prevale, anche con il 58,3% (percentuale non trascurabile) a Saludecio. Consci del fatto che a decidere su questa delicatissima situazione sarà la Regione Emilia-Romagna, affermiamo fin da subito che sosterremo convintamente l'autonomia del Comune di Saludecio al quale, in nessun modo, deve essere imposta questa fusione. Oggi la stampa locale dà per certa la nascita del Comune Trecastelli di Romagna, invece crediamo che una profonda riflessione si debba aprire, anche alla luce del risultato referendario complessivo in tutta la Regione dove ben quattro processi di fusione su sei sono stati bocciati - e laddove ha prevalso il sì i risultati non sono stati entusiasmanti.

"Ricordiamo altresì - aggiunge Bignami - che il 4 giugno 2016 il Comune di Saludecio ha approvato una delibera che, nero su bianco, chiariva che non si sarebbe proceduto a fusione qualora anche un solo Comune si fosse espresso per il no. Se la Regione decidesse di forzare, sosterremo convintamente il ricorso al Tar da parte del Comitato del no, in quanto a nostro avviso esistono tutti i presupposti per parlare di  violazione dell'articolo 5 della Costituzione. Anche con l'ultima modifica della legge regionale 24/1996 sulla fusione, il nostro gruppo aveva espressamente richiesto che fosse prevista la clausola per la quale si sarebbe proceduto a fusione solo nel caso in cui in tutti i Comuni coinvolti avesse prevalso il sì. Una soluzione che avrebbe definitivamente sancito l'autonomia comunale di fronte a esiti referendari di questo tipo. E invece, con formule piuttosto macchinose, la Regione ha optato per una legge che concede comunque l'ultima parola al Partito democratico. Noi non ci stiamo. Pertanto presenteremo una interrogazione urgente per capire quali siano le intenzioni della Regione a fronte di un risultato tanto critico e contrastante".

IL COMMENTO DELLA LEGA NORD - "Impossibile fare finta di niente. I cittadini di Saludecio non vogliono la
fusione e di questo la Regione deve prenderne atto - questo il commento del segretario provinciale della Lega Nord riminese, Bruno Galli, a margine del referendum che ieri ha portato alle urne gli abitanti di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio per dire sì o no all’istituzione di un nuovo Comune mediate fusione. "I risultati finali sull’ipotesi di un matrimonio a tre ci consegnano una Valconca spaccata - prosegue il leghista. - Se da un lato il Comune demograficamente più pesante, Saludecio appunto, si è espresso per il no, dall’altro le realtà di
Montegridolfo e Mondaino hanno registrato una scarsa affluenza ai seggi e un sì altrettanto risicato. Con queste premesse e con una consistente fetta di popolazione che rivendica la propria autonomia - spiega Galli - l’intero
progetto deve essere arrestato. Sin dal principio il nostro Movimento ha espresso forti perplessità sui processi di fusione, sviscerandone più ombre che luci. A quanto pare anche la gente è del nostro stesso avviso e piuttosto che accettare un salto nel vuoto, con tutte le conseguenze che ne derivano, ha preferito tutelare le proprie radici e le proprie tradizioni".

L’ultima parola adesso spetta all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Sul tema interviene il consigliere regionale del Carroccio Massimiliano Pompignoli che spiega: "al momento del voto in aula terremo conto del risultato referendario. Saludecio ha detto no lanciando un segnale forte alla Giunta Bonaccini. Con questi presupposti e con il venir meno di un progetto condiviso e di una volontà unanime crediamo che l’iter di fusione debba arrestarsi. Di fronte a questo scenario non si può far finta di niente e tirare dritto. Come Lega Nord abbiamo intenzione di tutelare la volontà popolare e dare strenua battaglia al momento del voto in aula". Concludono quindi Galli e Pompignoli: "non solo in Valconca ma in gran parte dell’Emilia-Romagna i cittadini si sono messi di traverso contestando, scheda elettorale alla mano, la smania di fusioni che caratterizza l’esecutivo regionale e il partito democratico".

IL COMMENTO DI EMMA PETITTI - "Sono referendum consultivi - è il commento dell'assessore al Riordino istituzionale, Emma Petitti - che fanno parte del percorso per eventuali fusioni, proprio per dare l'ultima parola ai cittadini. Non vogliamo imporre nulla ai territori. La Regione mette a disposizione tutti gli strumenti per cercare di favorire questo percorso di partecipazione. Il nostro obiettivo è sempre quello di fornire i migliori servizi, cercando di mantenere, ove possibili, costi sostenibili. I risultati sono stati diversi, ovviamente dove ha prevalso il no sarà rispettato il volere dei cittadini. Dove invece la posizione non è risultata netta, ci sarà un impegno anche con i territori per un ulteriore confronto".

IL COMMENTO DEI GRILLINI - “Il voto di ieri conferma tutte le nostre preoccupazioni riguardo a un sistema, quello delle fusioni volute in Regione dall’asse PD-SEL-Destra, che non ci ha mai realmente convinti. Adesso quello che ci aspettiamo è che la volontà dei cittadini venga rispettata, senza colpi di mano né nei Consigli comunali che all’interno dell’Assemblea Legislativa”. È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S, in merito all’esito delle consultazioni referendarie che si sono tenute ieri in n 16 Comuni dell'Emilia-Romagna e che ha coinvolto una popolazione di oltre 61.500 cittadini residenti in cinque diverse province dalla regione. “Se si esclude la fusione tra Mirabello-Sant’Agostino a Ferrara, dove la prevalenza dei Sì è stata netta, tutti gli altri progetti di fusione hanno visto prevalere i No – spiega Andrea Bertani – sia come voto complessivo sia come numero dei Comuni contrari. E anche nel caso del referendum di Mondaino-Montegridolfo-Saludecio, quest’ultimo Comune ha votato contro la fusione. Si tratta a nostro avviso di uno schiaffo a quel sistema, creato e voluto dal PD e da SEL, che ha avuto la sua realizzazione nella nuova legge sulle fusioni votata e approvata in Regione qualche mese fa che di fatto ha svuotato di importanza il voto dei cittadini. Anche se le nuove regole in teoria non dovrebbero essere applicate nei Comuni che ieri sono andati alle urne, ora il rischio che qualcuno decida di forzare la mano è altissimo. Assieme alla nuova legge, infatti, fu approvato anche un ordine del giorno firmato da SEL e da Fratelli d’Italia che potrebbe ribaltare l’esito del voto attraverso il parere dei Consigli comunali.  I referendum sulle fusioni falliscono quando non c’è informazione e coinvolgimento dei cittadini fin dall’inizio del percorso, ben prima del referendum, ma in fase preparatoria. Se si calano dall’alto decisioni prese nelle segrete stanze e si utilizza il solito ricatto dei soldi per influenzare il voto, i cittadini rispondono di No. Inoltre se la maggioranza avesse accettato le nostre proposte, che prevedevano tra l’altro il proseguimento dell’iter di fusione fra i soli Comuni del Sì, adesso non ci troveremmo davanti a questo pericolo. Una confusione che rischia di annullare anche processi di fusione giusti o addirittura indispensabili”. 

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