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Riccione, davanti l'ospedale Ceccarini la rotonda Gino Moro

Si è svolta sabato a cerimonia di intitolazione della nuova rotonda antistante l'Ospedale Ceccarini di Riccione al dott. Gino Moro, primario chirurgo dello stesso ospedale Ceccarini dal 1933 al 1963

Si è svolta sabato a cerimonia di intitolazione della nuova rotonda antistante l'Ospedale Ceccarini di Riccione al dott. Gino Moro, primario chirurgo dello stesso ospedale Ceccarini dal 1933 al 1963. Numerose le autoritá cittadine presenti, tra cui il Sindaco Massimo Pironi, le due figlie del primario Maria Teresa e Anna Maria, il Direttore sanitario dell'Ospedale di Riccione Romeo Giannei, l'Assessore alla sanitá Ilia Varo, il consigliere comunale Emanuele Montanari, componente della Commisione per la toponomastica cittadina, il rappresentante della Soprintendenza ai beni storici e culturali di Ravenna arch. Marco Musmeci e tanti altri.

"L'intitolazione della rotonda dell'Ospedale al dott. Gino Moro - ha detto il Sindaco Pironi nel suo intervento - è un altro, doveroso passo che la cittá compie verso il consolidamento della sua storia. Questa rotonda, tanto discussa e ora amatissima, è forze il modo migliore di ricordare la figura del dott. Moro, una di quelle persone speciali che Riccione ha avuto la fortuna di incontrare sul suo cammino." Dopo il ringraziamento delle due figlie del primario, Maria Teresa e Anna Maria, indirizzato all'Amministrazione comunale e a quanti hanno contribuito a questo riconoscimento, un'altra testimonianza di affetto verso lo scomparso primario è stata aggiunta da Salvatore "Rino" Gambuti, bagnino della zona 104. "Sono nato il 4 settembre del 1944. Quel giorno c'erano bombardamenti alleati in corso, l'ospedale era in mezzo alla macerie. Il dott. Moro dopo avermi fatto nascere in quelle condizioni chiese ai miei genitori di chiamami Salvatore, poiché quel giorno non c'erano stati morti, e la mia nascita era un segno di speranza nel futuro. Così il nome che porto è stato scelto dal dottor Moro, che mi ha fatto nascere sotto le bombe."

Un'altra commossa testimonianza di grande affetto verso il compianto primario dell'Ospedale di Riccione è venuta dal dott. Giovanni Olivieri, che assieme al prof. Pietro Pasini, anche lui presente alla breve cerimonia, furono giovani assistenti chirurghi del dott. Moro. "A quei tempi l'Ospedale di Riccione era un semplice ospedale di zona, con due sole divisioni, chirurgia e medicina. Il dott. Moro aveva la fama di essere severo con i suoi collaboratori e con il personale, ma era solo rigore verso il suo lavoro e verso la cura dei pazienti, al cui fondo stava però una grande umanità e una straordinaria dedizione alla professione di medico."

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